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Ever Given in Canale di Suez

Canale di Suez libero dall’Ever Given, ma resta una bomba insostenibile

Tutti felici per lo sblocco del canale di Suez, le merci possono riprendere la loro normale circolazione. La nave giapponese Ever Given è stata disincagliata dopo gli interventi predisposti dalle autorità: la navigazione è così stata ripristinata. La vicenda ha attirato l’attenzione mediatica globale per il suo impatto economico, oltre ad alimentare la memistica online. Secondo le stime, infatti, in quel lembo di acqua passa transita il 10% delle merci trasportate in mare con una media di 50 imbarcazioni al giorno che attraversano lo stretto. Per l’Egitto è un grande affare da 5,61 miliardi di dollari, pari a 4,74 miliardi di euro, fruttati solo nel 2020.

Il Canale di Suez e l’insostenibilità del trasporto marittimo

Ma al di là dei benefici per il Cairo, il Canale di Suez è l’esempio perfetto di un modello economico dannoso: non è un caso che l’opera sia stata ideata e realizzata nel Diciannovesimo secolo, un’era fa. E quindi un modello di insostenibilità. Impakter Italia aveva già denunciato la gravità della questione legata al trasporto marittimo di merci (qui per leggere l’articolo). Questo uno degli stralci dell’allarme lanciato in tal senso:

La Banca mondiale ha stimato che una sola grande nave da trasporto produce tante emissioni inquinanti pari a 50 milioni di automobili. E con circa 800 milioni di tonnellate all’anno, l’industria marittima – nel suo insieme – è responsabile di circa il 2,2% delle emissioni globali.

Insomma, bisogna ripensare allo spostamento delle merci. Anche perché, nel dettaglio, il Canale di Suez è una fonte di inquinamento. L’ampliamento, avvenuto qualche anno fa, è stato giudicato un “danno ecologico irreversibile”, dagli esperti dell’Università di Tel Aviv. Una versione respinta dal governo egiziano che, ovviamente, ha sempre minimizzato sulle conseguenze ambientali. La Suez Canal Authority, l’ente che gestisce il canale, si è difesa:

Le preoccupazioni ambientali relative al suo allargamento sono state sopravvalutate. Il volume d’acqua che scorre nel Mediterraneo è aumentato del 4%, creando un piccolo impatto sul flusso d’acqua e sul movimento del plancton. Stiamo monitorando attentamente la migrazione delle specie, imponendo regolamenti alle navi che traghettano involontariamente creature invasive e limitano la contaminazione dell’acqua nella speranza di ripristinare la salinità nei laghi.

I miliardi di dollari sono più importanti per il Cairo, dunque.

Le conseguenze del Canale di Suez

Canale di Suez

Foto di Tamer Saeed da Pixabay

Ma al netto delle smentite di comodo del governo egiziano, qual è il motivo di questo forte impatto?

Il continuo ampliamento e approfondimento del canale ha creato un acquario mobile di specie che, se non controllate, potrebbero rendere le acque costiere inospitali per l’uomo” ha raccontato Bella Galil, biologa dell’Università.

Del resto “sin dalla sua apertura, il Canale di Suez è servito non solo per il suo scopo benefico per il trasporto di merci”, hanno sottolineato gli esperti di Tel Aviv. Infatti è stato un esempio dei pericoli di conseguenze indesiderate: è stato lo strumento per introdurre diverse specie di organismi del Mar Rosso nel Mar Mediterraneo. Così con “i pesci invasivi e i crostacei che sfruttano il riscaldamento delle temperature dell’acqua e in rapida diffusione verso le coste europee, sono necessarie azioni urgenti per ridurre al minimo il suo impatto a lungo termine”, ha ribadito Bella Galil.

Insomma, il Canale di Suez, giudicato così importante per l’economia globale, resta rappresenta un grande problema per la sostenibilità. A cominciare sull’impatto relativo agli ecosistemi per finire all’impiego dei trasporti marittimi per le merci. Così, oltre alla Ever Given, bisognerebbe disincagliare l’economia da un modello del passato. Insostenibile, oltre ogni ragionevole valutazione.

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