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Campomaggiore, la città “fantasma” dell’utopia

Campomaggiore Vecchio. Un borgo fantasma immerso nella campagna lucana, dove un tempo un conte illuminato voleva bandire la povertà. Ecco la sua storia.

Le origini antichissime di Campomaggiore

Le origini del borgo risalgono all’epoca romana. Campomaggiore è stato infatti edificato nel XII secolo su un accampamento militare delle legioni di Roma. Il piccolo centro subirà la dominazione araba, normanna e infini l’avvento degli Angioini. Molto più tardi, la svolta. Nel 1673 la famiglia nobile dei Rendina ottiene, come feudataria, il controllo di Campomaggiore. Il conte Teodoro Rendina aveva girato l’Europa invaghendosi del pensiero utopistico di Robert Owen e Charles Fourier. Il frutto di questa crescita personale fu l’ambizioso progetto di creare un centro urbano dal quale fosse bandita la povertà.

L’utopia del Conte Rendina

Alla base di questa iniziativa c’è un innovativa concezione degli edifici e degli spazi urbani. Il tutto doveva essere costruito affinché i contadini potessero disporre di ambienti e spazi, privati e pubblici, tali da garantire loro una vita dignitosa, sotto ogni aspetto, incluso quello igienico. L’idea del Conte è un successo che sopravviverà al suo artefice. Nel 1885 Campomaggiore arriva a contare 1524 abitanti. il borgo, non più tanto piccolo, è ribattezzato la città dell’Utopia.

La Natura “crudele” spazza via il sogno

Ma ecco che la cruda realtà piomba feroce su Campomaggiore. Il 2 febbraio 1885 una frana rade quasi del tutto al suolo il borgo. Fine dell’Utopia del Conte Rendina. Campo Maggiore diventa uno dei tanti borghi fantasma del Bel Paese. Tra le rovine del borgo, ogni estate, viene celebrato l’evento “La Città dell’Utopia”.

Tra danze acrobatiche e magnifici costumi viene narrata la storia di un soldato che tornato dalla guerra non trova più traccia del suo paese, distrutto dalla frana del 1885. Un modo per rievocare, tra il fantastico e la nostalgia, la storia purtroppo vera di questo antichissimo e sfortunato borgo italiano.

La bellezza fantasma di Campomaggiore

A Campomaggiore si ha l’opportunità di immergersi nel fascino struggente e al contempo spettrale di un’utopia infranta. Il progetto e la costruzione della versione “utopica” di borgo sono ad opera dell’architetto Patturelli, allievo del celebre Luigi Vanvitelli.

La case vengono disposte a scacchiera intorno alla piazza principale, dove si ergono, l’uno di fronte all’altra, il possente palazzo padronale e la chiesa dedicata alla Madonna del Carmelo. A circa tre chilometri di distanza si trova il Casino della Contessa. Si tratta di un altro bellissimo edificio fantasma, residenza estiva dei Conti Rendina.

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