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Nicola Zingaretti chiama Joe Biden, il pioniere della sostenibilità

Nicola Zingaretti chiama Joe Biden, il presidente eletto degli Stati Uniti, ricordandone la forza democratica, progressista, l’impegno dello stesso Biden nella “rivoluzione green, della modernizzazione digitale e dell’inclusione sociale. Biden – scrive il segretario del PD in una lettera al direttore de La Repubblica –  riapre la stagione del multilateralismo, della scelta verde, del lavoro, dell’inclusione come opzione strategica per rafforzare le democrazie in Occidente”.

Un altro segnale delle molte aspettative che l’Italia, ma anche l’Europa, hanno verso Biden,definito in patria un “pioniere della sostenibilità”: in una telefonata di qualche settimana fa tra il presidente eletto degli Stati Uniti ed il premier italiano Conte, è stata ribadita la storica amicizia ed alleanza tra i due paesi ed è stato riaffermato che bisogna collaborare su alcune delle sfide globali. Tra questa certamente la questione della salvaguardia del pianeta.   Fino ad oggi abbiamo saputo molto – troppo – dell’atteggiamento del presidente uscente Donald Trump sulle questioni del cambiamento climatico e lo sviluppo sostenibile, mentre un pò meno abbiamo approfondito dell’impegno di Joe Biden sulle questioni ambientali.

Biden ha da tempo compreso l’enormità del problema del cambiamento climatico e ha sempre creduto che serva un impegno molto forte per affrontarlo. Nel 1986 ha presentato al Congresso una delle prime leggi sul clima in assoluto. Politifact lo ha recentemente definito un “pioniere del cambiamento climatico” e ha definito la sua prima leadership “un momento di svolta”.

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Il primo atto di Biden sul cambiamento climatico

La prima legge sul cambiamento climatico del senatore del Delaware, introdotta nel 1986, è morta al Senato. Ma l’anno successivo una versione della legislazione di Biden è sopravvissuta come emendamento a un disegno di legge sul finanziamento del Dipartimento di Stato. Il presidente Ronald Reagan la convertì in legge.

Il risultato del Global Climate Protection Act di Biden fu quello di chiedere al presidente di istituire una task force per pianificare come mitigare il riscaldamento globale.

Biden parlò del disegno di legge al Senato nel gennaio 1987 in termini che sembrano estranamente familiari rispettom a ciò che si dice oggi su questi temi. Ha discusso, tra gli altri mali, della minaccia per l’habitat umano derivante dallo scioglimento delle calotte polari e dall’innalzamento del livello del mare.

La vita su questo pianeta esiste solo in circostanze altamente specializzate” disse Biden durante una sessione del Senato. “In effetti, queste circostanze sono così speciali che anche un piccolo aumento della temperatura potrebbe perturbare l’intero e complicato ambiente che ha nutrito la vita così come la conosciamo“.

Il provvedimento chiedeva al presidente Reagan di fare del cambiamento climatico un punto di maggiore priorità nell’agenda USA-URSS.

Il presidente Reagan ha detto al segretario generale Gorbaciov che se avessimo un’invasione da Marte, entrambe le parti metterebbero da parte le nostre differenze. Anche se non è una minaccia exterrestre, il riscaldamento globale non potrebbe essere meno pericoloso” disse sempre Biden.

L’emendamento di Biden è diventato legge quando Reagan ha firmato il Foreign Relations Authorization Act il 12 dicembre 1987.

Joe Biden

Joe Biden pioniere dell’ambientalismo, chiama l’Italia -CC0, public domain, royalty free

Il piano di Biden contro i cambiamenti climatici

Due sono gli aspetti sui quali si fonda il pensiero di Biden in materia di emergenza climatica: gli Stati Uniti devono abbracciare con urgenza una maggiore ambizione su scala epica per rispondere alla portata di questa sfida; l’ambiente e l’economia sono completamente e totalmente connessi.

Da questo derivano le azioni che lo staff dell’ex vicepresidente di Obama ha stabilito debbano essere messe in atto per migliorare la qualità della vita. Il punto di partenza è cercare di garantire che gli Stati Uniti raggiungano un’economia energetica pulita al 100% e che le emissioni nette siano pari a zero entro il 2050.

Biden chiederà al Congresso di promulgare una legge nel primo anno della sua presidenza per :

1) stabilire un meccanismo di applicazione di norme e regolamenti che includa obiettivi da raggiungere non oltre la fine del suo primo mandato nel 2025,

2) fare un investimento storico nella ricerca e nell’innovazione in materia di energia pulita e climatica

3) incentivare il rapido dispiegamento di innovazioni in materia di energia pulita in tutta l’economia, specialmente nelle comunità più colpite dal cambiamento climatico.

Da subito verranno fatti  investimenti intelligenti nelle infrastrutture per ricostruire la nazione e per garantire che edifici, l’acqua, trasporti ed infrastrutture energetiche possano resistere agli impatti del cambiamento climatico. L’idea di Biden è di utilizzare il potere di convocazione del governo per incrementare gli sforzi di resilienza climatica sviluppando piani regionali di resilienza climatica, in collaborazione con le università locali e i laboratori nazionali, per l’accesso locale alla scienza, ai dati, alle informazioni, agli strumenti e alla formazione più rilevanti.

Non solo farà in modo che gli Stati Uniti rientrino nell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, ma farà uno sforzo per far sì che tutti i principali Paesi aumentino l’ambizione dei loro obiettivi climatici nazionali.

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L’attacco agli inquinatori

Nel piano di Biden sono previsti provvedimenti contro le aziende di combustibili fossili e altri inquinatori che mettono il profitto sulle persone e danneggiano consapevolmente l’ambiente e avvelenano l’aria, la terra e l’acqua, o nascondono informazioni relative a potenziali rischi ambientali e sanitari.

Il piano Biden garantirà che le comunità di tutto il paese, da Flint, Michigan ad Harlan, Kentucky, fino alla costa del New Hampshire, abbiano accesso ad acqua potabile pulita e sicura. E si assicurerà che lo sviluppo di soluzioni sia un processo inclusivo e guidato dalla comunità.

L’ex senatore del Delaware ora presidente eletto si è impegnato a non accettare contributi da società petrolifere, del gas e del carbone o da dirigenti di queste aziende.

Il piano Biden farà un investimento storico nel futuro dell’energia pulita e della giustizia ambientale, pagato con l’abolizione degli incentivi fiscali Trump che arricchiscono le aziende a scapito dei posti di lavoro americani e dell’ambiente. La proposta di Biden sul clima e la giustizia ambientale farà un investimento federale di 1,7 trilioni di dollari nei prossimi dieci anni, facendo leva su ulteriori investimenti privati e statali e locali per un totale di oltre 5 trilioni di dollari.

 

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