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Cambiamenti climatici

Cambiamenti climatici, malattie e stili di vita. Il nuovo mondo dopo il Covid-19

Tra i tanti post ed articoli che si leggono e si producono in questo periodo, questo cerca di essere un quadro riassuntivo per la domanda che alcuni ambienti scientifici si stanno ponendo: il salto di specie del virus Covid-19 è legato alla rottura del naturale ciclo dei cambiamenti climatici?

Gli organismi che sostengono questa tesi sono in primo luogo l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Agenzia Europea dell’Ambiente. E lo fanno dati alla mano. Dieci milioni di morti all’anno a causa di malattie infettive, il 92% nei paesi poveri ed il 47% dei casi per malattie per le quali non esiste vaccino. La fame: 155 milioni di persone ogni anno sono preda di malnutrizione cronica e 52 milioni di persone al di sotto dei 5 anni soffrono la fame. Le locuste nel deserto africano sono aumentate di 8mila volte nel giro di un anno.

I cambiamenti climatici così come sono in atto favoriscono il trasferimento di agenti patogeni, le zanzare da luoghi tropicali verso l’occidente per esempio. L’OMS riporta che un milione di persone all’anno morte per le punture di zanzare ed insetti che provocano malaria, dengue, febbre del Nilo occidentale.

License to use Creative Commons Zero – CC0

Nel 2019 secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente nel Vecchio Continente poi si sono registrate 412mila morti attribuibili all’inquinamento, 75mila in Italia. E tra il 2030 ed il 2050 queste morti potrebbero salire fino a 250mila l’anno. Tutto questo oltre ad indebolire l’uomo e l’ambiente ha ricadute economiche enormi secondo le due agenzie internazionali. Il danno economico da inquinamento in Italia si aggira per AEA tra i 47 ed 142 milioni di euro mentre per l’Europa sarebbe tra i 330 ed i 940 miliardi. Nicolas Stern nel 2016 – quando era capo economista della Banca Mondiale – aveva calcolato che questi cambiamenti climatici causano un danno all’economia mondiale di circa 5 punti di PIL cioè circa 4mila miliardi di dollari.

Questo il quadro ad oggi. Come reagire?
Cambiamenti climatici e inquinamento

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Il Green City Neetwork, un’attività promossa dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile ed Ecomondo -Key Energy, ha prodotto un dossier nel quale sono indicate alcune priorità da rispettare per combattere il cambiamento climatico soprattutto una volta passata la fase dell’emergenza.

Si parla di cambiamenti nei consumi di ogni genere. Per esempio l’energia: in Italia il consumo medio di una abitazione normalizzata è ancora troppo alto rispetto alle condizioni climatiche europee 1,91 tep/anno (tep=tonnellata equivalente di petrolio). Germania 1,66, Danimarca 1,58, Svezia 1,28.

Viene descritto il cambiamento radicale degli stili di vita, di economia circolare, decarbonizzazione e mobilità sostenibile. La raccolta differenziata che oggi nel nostro paese vede ancora presenti 6,5 kg di provenienza estera ogni dieci di materiale consumato. In meno di 50 anni il consumo mondiale di materiali è passato da 26,6 a 109 GT (gigatonnellate).

Le città. Sappiamo che dal 1970 al 2017 la popolazione mondiale si è raddoppiata passando da 3,7 miliardi a 7,5 miliardi di persone. E che circa il 70/80% di questa massa nel 2050 vivrà nelle città. Quindi è urgente ripensarle. A cominciare dalle abitazioni.

Dovranno avere spazi per lo smart working, lo studio, la cultura e lo svago e la socialità. Sempre più importanza avranno i balconi, i terrazzi ed il green building approach: un modello di costruzioni che si riferisce sia a una struttura che all’applicazione di processi responsabili dal punto di vista ambientale ed efficienti dal punto di vista delle risorse lungo tutto il ciclo di vita di un edificio: dalla pianificazione alla progettazione, alla costruzione, al funzionamento, alla manutenzione, alla ristrutturazione e alla demolizione.

E poi, nel dossier, si descrive – tra altre cose – il ripensamento dello spazio urbano con strutture che assicurino vicinanza alle abitazioni, ai servizi, al lavoro, alle zone ricreative. Tutto per ridurre gli spostamenti in città ed i pendolarismi.

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