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Cambiamenti climatici: luoghi che – forse – non vedremo più a breve

Salve sono Mohamed Alam e vengo da un paese che non c’è più, è scomparso sotto il mare due anni fa, si chiamava Bangladesh…“.

Non è un dialogo immaginario o di un film ma frasi reali che potremmo, anzi dovremmo prepararci a sentire tra una decina di anni quando alcuni luoghi o paesi del mondo non ci saranno più. Davvero. Colpe: i cambiamenti climatici che l’uomo favorisce e che soprattutto non fa ancora abbastanza per contrastare. Soprattutto non fa abbastanza se non nulla per limitare i danni che questi cambiamenti stanno portando nella nostra quotidianità.

Un sito americano che si chiama Mother Nature Network che si occupa di sviluppo sostenibile e di monitoraggio del pianeta Terra, ha messo insieme una lista dei dieci posti che dal 203 al 2050 sono a forte rischio – se non certezza di non esserci più. Ed in questa poco lusinghiera classifica ci sono anche due località del nostro Bel Paese.

La prima è Venezia. Nel 20° secolo il fenomeno dell’acqua alta è passato dal verificarsi meno di 10 volte l’anno a più di 60 volte in 365 giorni. Negli ultimi 100 anni la città è sprofondata di 2 mm all’anno ed al ritmo di questo secolo nel 2040 – cioè tra soli 20 anni, il livello del suolo veneziano potrebbe essere 8 centimetri al di sotto di quello del mare. Già tutti a far foto con l’acqua alta, come se la città non avesse già altri problemi…

Venezia

Acqua alta in Piazza San Marco

Poi ci sono le Alpi. Che perdono ogni anni il 3% del ghiaccio. A questo ritmo nel 2050 non ci saranno più. E questo comporterà un problema quasi irrisolvibile nell’approvvigionamento alla rete idrica di acqua potabile ed una crisi importante dell’industria dello sci che oggi per Italia, Francia, Svizzera ed Austria rappresenta molto in termini economici e di posti di lavoro. Anche in questo caso non manca la gente che è davvero preoccupata del problema e sta cercando soluzioni, per le quali occorrono rapidità, burocrazia celere e finanziamenti importanti.

 

Ghiacciai

La Marmolada

Gli altri luoghi a rischio scomparsa? Il paradiso di sposini e coppie in vacanza, le Maldive che con il loro metro e 50cm sul livello del mare medio, sono il paese più basso del mondo sul livello del mare. Le 1190 isole che compongono la Repubblica potrebbero essere sommerse da 50 cm di acqua marina entro la fine di questo secolo; la Patagonia l’affascinante regione meridionale dell’America del sud che sta vedendo morire i suoi ghiacciai in alcuni dei quali la neve già non c’è più da tempo.

Un’immagine della Patagonia

Il Bangladesh forse uno dei luoghi più a rischio immediato, flagellato com’è da inondazioni, cicloni tropicali, tornado, maree, al centro del fenomeno dei monsoni come pochi altri paesi di questa zona asiatica: se il mare si alzasse anche solo di 1 metro – ed è molto possibile e molto vicina come ipotesi – il Bangladesh sarebbe un paese sommerso.

Il deserto del Sahara. Forse non tutti sanno che – come dice quella rubrica della Settimana Enigmistica – che con i suoi 5,793,638 km quadrati (3,6 milioni di miglia quadrate) non solo è il più grande deserto del mondo ma rappresenta l’8% della superficie delle terre emerse. E cresce di mezzo miglio – 800 metri – al mese desertificando nuove zone. Questo significa impoverimento di terreni, siccità, nuove famiglie povere, nuovi profughi costretti a cercar di vivere da un’altra parte.

il deserto del Sahara dal satellite

Sta scomparendo la Grande Barriera Corallina in Australia, entro 25 anni perchè se la temperatura del mare diventa troppo calda o si verifica un qualche tipo di evento di stress le alghe muoiono. Senza le alghe, i polipi di corallo si sbiancano e piano piano muoiono.

La perdita di queste zooxantelle è quello che gli scienziati chiamano “bleaching” “sbiancamento dei coralli” ed i coralli possono morire se la situazione non ritorna alla normalità in tempi brevi.

Ancora, a rischio sono il Glacier National Park in Montana negli Stati Uniti al confine con l’Alberta e la Columbia Britannica ( provincie del Canada); la Tundra dell’Alaska e l’Australia del sud sta vedendo aumentare giorno per giorno il suo deserto.

 

 

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