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Bottiglie in bioplastica: la soluzione “rinnovabile” all’inquinamento?

Bottiglie in bioplastica. Vi raccontiamo l’innovazione tecnologica che potrebbe abbattere il consumo di plastica e le emissioni di CO2. Ma è tutto così semplice?

Bottiglie in bioplastica, l’idea dall’Olanda

L’azienda olandese di biochimica rinnovabile Avantium sta lavorando a un progetto di ricerca per produrre bottiglie usando zuccheri ottenuti da mais, grano e barbabietola. La nuova bottiglia sarà costituita da un sottile strato di PEF (polietilene furanoato). Si tratta di un polimero vegetale e pertanto derivante da materie rinnovabili. Il PEF è dunque una bioplastica, completamente riciclabile, e con un ciclo di vita che riduce del 70% le emissioni di CO2. “Questa plastica ha caratteristiche di sostenibilità molto interessanti perché non utilizza combustibili fossili e può essere riciclata. Ma si degraderebbe anche in natura molto più velocemente delle normali materie plastiche”, ha affermato Tom Van Aken, CEO di Avantium.

Nel 2015 il progetto è stato sostenuto dal Gruppo Carlsberg, una delle maggiori società produttrici di birra del mondo. Da allora, altri giganti mondiali come Coca-Cola e Danone hanno appoggiato l’innovazione. Questo fa ritenere possibile al CEO Van Aken di poter raccogliere ingenti investimenti entro il 2020, consolidando il ruolo di leader mondiale di Avantium nella produzione di bioplastica.

Luci e ombre della bioplastica

Le bioplastiche non sono prive di problemi. Innanzitutto solo circa la metà delle bioplastiche prodotte a livello globale siano biodegradabili. Tuttavia, bisogna tener conto che tutte, in quanto tali, provengono da fonti rinnovabili. Un altro aspetto negativo di cruciale importanza è quello economico. Le bioplastiche sono significativamente più costose delle materie plastiche tradizionali. E sono molto spesso di un rilevante costo aggiuntivo, che aziende e consumatori generalmente non sono disposti a pagare. Le aziende stanno lavorando alacremente proprio per provare a produrre su larga scala bioplastiche economiche.

Dati e cifre del mercato della bioplastica

La produzione mondiale si attesta a 2,1 milioni di tonnellate annue. Entro il 2024 è attesa una crescita fino a 2,4 milioni, con un incremento di circa il 15% calcolato in un quinquennio. A guidare la produzione è l’Asia, con il 45% del totale. Segue l’Europa con il 25%, il Nord America col 18% e Sud America con il 12%. Ma la crescita prevista non conforta affatto, visti i dati complessivi. Dati che appaiono ancora più limitati se messi a confronto con il valore annuo della produzione mondiale di materiali plastici tradizionali. Il paragone è alquanto impietoso. A fronte infatti 2,1 milioni di tonnellate attuali per quanto riguarda la bioplastiche, vediamo che la produzione mondiale annua di plastica tradizionale si attesta a ben 359 milioni di tonnellate.

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