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Borraccia

Borraccia, tra moda e sostenibilità: ora è minacciata dalla pandemia

Un po’ moda, un po’ utile a risparmiare. La borraccia è sempre più uno status symbol oltre che un modello di sostenibilità. Anche se non sempre tutte le informazioni sono note, specie per la sua “manutenzione”. La ricerca di Euromedia Research, realizzata per l’Unione nazionale consumatori (Unc), evidenzia il rapporto tra gli italiani e un prodotto che rapidamente ha visto un incremento di vendita, sull’onda delle mobilitazioni ambientaliste. A partire da Greta Thunberg e dalle realtà dei Fridays for Future contro il concetto di monouso (qui un’intervista di Impakter Italia a Marianna Panzarino), che hanno veicolato l’importanza di questo oggetto.

Chi preferisce la borraccia

Il primo dato dell’indagine è che comunque il 65% degli intervistati preferisce ancora la bottiglietta in Pet, quella di plastica, contro il 35% che fa ricorso alla borraccia. Il dato è però molto diverso per fasce d’età: tra i 18-24 anni l’impiego della borraccia sale al 45,9%, tra i 25-44 la percentuale cala al 37,2, mentre per gli over 65 il dato precipita al 25,2%. C’è dunque una maggiore sensibilità tra le nuove generazioni, come era prevedibile.

In generale, comunque, il 42,8% rivela che usa la bottiglietta di plastica per abitudine e il 32% per la sua comodità. D’altra parte oltre il 61% degli utilizzatori di borraccia, dicono di farlo per l’ambiente e per il minore impatto che produce. Non a caso le due qualità principali riconosciute sono quella di essere “ecologica” e “alla moda”.

La borraccia e la ‘manutenzione’

Bisogna tuttavia tenere in conto un altro elemento. “Come emerge dall’indagine c’è un tema sociale: per cui si tratta di un oggetto che parla di noi e delle nostre scelte, ma non va sottovalutato l’aspetto della salute. Un italiano su quattro sembra non essere a conoscenza che le borracce necessitino di manutenzione o pulizia particolare”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori. “Insomma, abbiamo un problema di consapevolezza dei consumatori sull’utilizzo delle borracce influenzato dal fascino di un oggetto diventato ormai di tendenza”, aggiunge Dona.

La questione si intreccia, inevitabilmente, con la maggiore attenzione all’igiene nell’ottica di limitazione del contagio di Covid-19. Manca infatti una totale consapevolezza sulle norme igieniche. Il 20% del campione riferisce di non saper riconoscere i contenitori destinati a venire a contatto con gli alimenti e che seguono le prescrizioni di legge. È una minoranza, ma pur sempre significativa.

La pandemia ‘minaccia’ la borraccia

“In un momento come questo di grande incertezza, sono proprio i temi della salute e della sostenibilità sui quali i consumatori vogliono delle risposte. Non sorprende che il 90,2% del campione chieda una legge che preveda l’obbligatorietà di indicare chiaramente le borracce destinate a venire a contatto con gli alimenti”, osserva ancora Dona. La pandemia di Coronavirus, insomma, impatta anche su questa tendenza crescente. Ma del resto non bisogna cedere al panico: serve solo una migliore attenzione allo stato di conservazione e pulizia della borraccia personale.

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