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Borghi abbandonati e case a 1 euro

Borghi abbandonati. In Italia sono circa 6000. Circa 1000 i paesi fantasma. Piccole realtà sparse su tutto lo Stivale, in prevalenza lungo gli Appennini. Alcune abbandonate da secoli, molte altre nel dopoguerra. Bellezze nascoste che muoiono nel silenzio, tra mancanza di fondi, di un piano di riutilizzo di lungo respiro sul turismo, e soprattutto sotto i colpi di una burocrazia ostile. Il progetto Casa a 1 euro è una possibile soluzione.

Borghi abbandonati e paesi fantasma. Perché?

È soprattutto con il boom economico del dopoguerra che le popolazione di questi piccoli centri abitati si è spostata in massa verso centri urbani più grandi, dov’era più facile trovare lavoro e condizioni di vita più confortevoli. Quasi il 50% dei borghi abbandonati e dei paesi fantasma è diventato tale a causa di questa corsa verso il presunto benessere. In altri casi sono le calamità naturali a provocare lo spopolamento. Smottamenti, terremoti o alluvioni, che hanno lasciato dietro di loro morte e distruzione. Quasi mai l’intervento umano ha recuperato questi luoghi. Rilevante anche l’impatto della chiusura o dello spostamento di fabbriche e complessi industriali che, ancorchè di ridotte dimensioni, in passato garantivano un indotto che manteneva in vita i piccoli centri. Negli ultimi tre decenni il 25% di queste realtà sono state definitivamente abbandonate. Ad oggi in Italia sono 139 i paesi con meno di 150 abitanti che ancora resistono.

Casa a 1 euro: una possibile soluzione per i borghi abbandonati

L’Italia abbonda di luoghi magnifici. Purtroppo però, molta della sua bellezza va sprecata. Ultimamente però è stata escogitata una soluzione assai singolare per il recupero dei borghi e dei paesi abbandonati. La vendita di case a euro. Strutture fatiscenti, o solo da sistemare, o semplicemente invendute a causa della loro ubicazione particolarmente sfavorevole, possono essere ceduti in donazione ai Comuni. Quest’ultimi, tramite una procedura pubblica vendono gli immobili interessati alla cifra simbolica di 1 euro. In alternativa sono le amministrazioni comunali che si fanno garanti per i proprietari di tali immobili.

Occhio ai costi da sostenere!

Ci sono però degli impegni e costi da valutare attentamente. Innanzitutto, si deve presentare un progetto di ristrutturazione e rivalutazione dell’immobile entro 365 giorni dall’acquisto. Si devono sostenere le relative spese per le pratiche urbanistiche. Ci sono poi il notaio, i professionisti e le maestranze varie per i lavori di ristrutturazione. Poi c’è la ristrutturazione. Inoltre, c’è da rispettare determinate tempistiche. Dal momento in cui si è in possesso di tutti i permessi, si hanno due mesi di tempo per far partire i lavori. Infine, a garanzia della sicurezza dell’acquisto, il Comune chiede alla parte acquirente di stipulare una polizza fideiussoria di 5mila euro della durata di tre anni che a scadenza sarà poi rimborsata.

Red

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