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Bombe atomiche Hiroshima Nagasaki

Bombe atomiche: la forza giovane dei campioni del disarmo

La minaccia nucleare non è cessata. Anzi, è ancora più forte perché le bombe atomiche disponibili negli arsenali sono molto più potenti rispetto a quelle sganciate, 75 anni fa, sulle città di Hiroshima e Nagasaki. E, come se non bastasse, le testate a disposizione nel mondo sono in totale 14mila. Una cifra che non è proprio un inno alla pace e alla serenità globale. Ecco il motivo per cui è stata avviata una campagna di coinvolgimento dei giovani, pensata appunto per i giovani: sono loro “l’arma decisiva” per il disarmo nucleare.

L’iniziativa si chiama #Youth4Disarmament, con un nome chiaro fin dal messaggio che si vuole inviare. E la mobilitazione vuole seguire l’onda di quanto è avvenuto, e tuttora sta accadendo, con l’impegno sull’emergenza climatica. Del resto la minaccia nucleare è considerata proprio la più grave insieme al surriscaldamento globale. Il motivo è che qualsiasi bomba atomica provocherebbe un cataclisma inimmaginabile. Quindi nessun Paese, nemmeno il più avanzato, avrebbe gli strumenti per rispondere adeguatamente alla sofferenza e alle vittime causate da una simile tragedia.

La forza giovane contro le bombe atomiche

“Quando sono istruiti, impegnati e dotati di potere, possono avere un’influenza decisiva sul modo in cui le loro società e governi vedono le armi nucleari”, evidenziano i responsabili dell’Onu. “Abbiamo già visto il loro potere. I giovani attivisti, molte delle quali donne, hanno contribuito a guidare con successo gli sforzi globali per vietare le mine terrestri e le munizioni a grappolo ai sensi del diritto internazionale e stanno mobilitando molti paesi per ridurre le minacce nucleari”, sottolineano. I giovani, infatti, possono favorire l’avvio di confronto, organizzare eventi, letture, proiezioni. Un modello sperimentato in passato in tema di pace, ma che sta trovando applicazione pure nei Fridays for Future e in altri movimenti paralleli.

La strategia della campagna contro le bombe nucleari è concentrata su un aspetto: andare oltre le statistiche e rendere umane le vicende. “Quando si verificano catastrofi, tendono a trasformarsi in numeri, ed è importante ricordare che tutti coloro che hanno subito la devastazione dei bombardamenti atomici 75 anni fa avevano una storia. Avevano una vita, persone che amavano e che li amavano”, ha spiegato Izumi Nakamitsu, Sottosegretario generale delle Nazioni Unite e Alto Rappresentante per il disarmo. Dunque la memoria è fondamentale: bisogna alimentarla e conservarla con progetti adeguati.

Bombe atomiche: il progetto dei giovani campioni del disarmo

Jayathma Wickramanayake, inviato per i giovani del Segretario generale delle Nazioni Unite, ha affermato: “I bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki dovrebbero sempre ricordarci, specialmente alle giovani generazioni, quanto sia importante il disarmo e la denuclearizzazione”.

“I giovani di età inferiore ai 30 anni – ha aggiunto – rappresentano oltre la metà della popolazione mondiale e non possiamo raggiungere la pace nel mondo senza la loro partecipazione”. Così i progetti stanno andando avanti spediti. “Di recente – raccontano dall’Onu – abbiamo anche annunciato il nostro primo gruppo di “Youth Champions for Disarmament”. Questi dieci giovani riceveranno una formazione sui principi generali di disarmo, non proliferazione e controllo degli armamenti attraverso corsi online e un viaggio di studio di due settimane a Vienna, Ginevra, Hiroshima e Nagasaki”.

Nel programma, poi, è previsto un confronto con esperti di think tank, organizzazioni della società civile e settori diplomatici. Il senso dell’iniziativa è chiaro: “È fondamentale che i Paesi interagiscano con i loro cittadini più giovani. Hanno il potere di effettuare il cambiamento e le loro idee possono aiutare a rafforzare la nostra pace e la sicurezza collettiva, sia ora che per il futuro. Con le loro nuove idee e prospettive, insieme possiamo trovare soluzioni ai pericoli più gravi del mondo”.

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