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Biomasse energia sostenibile? Non tutti sono d’accordo

Conosciamo ed usiamo diversi tipi di energia: elettrica, termica, meccanica, cinetica e via dicendo. Abbiamo anche imparato che alcune di queste energie sono costose da produrre e rinnovare se non a prezzi altissimi anzi ormai insostenibili economicamente e per l’ambiente. Perché sono inquinanti.

La scienza ci sta offrendo alternative diverse secondo i diversi utilizzi e produzione dell’energia. Tra queste soluzioni ci sono le biomasse utilizzate per produrre energia termica ed elettrica.

Cosa sono le biomasse

Ogni animale o pianta ha dentro di sé una quantità di energia. L’insieme dei resti e dei prodotti di scarto che questi esseri viventi rilasciano nell’ambiente viene definito materia organica che può produrre energia elettrica o termica: le biomasse sono la materia organica prodotta da animali e piante. Che è considerata energia rinnovabili perché contiene energia che proviene dal sole.

I vantaggi dell’utilizzo delle biomasse

Principalmente sono la riduzione dei rifiuti e il minor intasamento delle discariche e il minor consumo di combustibili fossili. Essendo prodotti derivati da esseri viventi il cui ciclo vitale è completo, le biomasse non si esauriranno finché sarà permesso ad animali e piante di vivere appieno.

Carburanti come il biodiesel possono essere ottenuti per fermentazione, spremitura o altri processi chimici.  Il calore può essere ricavato bruciando ciocchi di legno o pellet in apposite caldaie. Molte biomasse possono inoltre essere trasformate in biogas , che a sua volta può produrre energia o combustibile.

Le biomasse producono energia pulitaRilasciano, infatti, nell’ambiente soltanto il carbonio che hanno assimilato le piante durante la loro formazione e quantità di zolfo e di ossidi di azoto inferiori rispetto a quelle dei combustibili fossili.

Residui di noccioli di olive-License to use Creative Commons Zero – CC0

Le obiezioni

Una ricerca pubblicata sul Lancet, estesa a livello mondiale negli ambienti urbani e rurali, ha stimato in circa 4,2 milioni ogni anno le morti premature dovute all’inquinamento atmosferico, principalmente a causa del PM2,5. Si tratta del “particolato fine”, polveri sottili, che derivano dalle combustioni di quasi ogni tipo: auto, moto, impianti per la produzione di energia, della legna per riscaldamento domestico, incendi boschivi ed altri processi industriali.

Il PM2,5 ha un tempo di permanenza nell’atmosfera molto lungo e per la sua conformazione molto sottile è in grado di entrare a fondo nell’apparato respiratorio dell’uomo. In Italia il problema è serio: secondo l’AIR Quality in Europe, Report 2018 della European Environment Agency, ogni anno nel nostro Paese si verificano 60.600 morti premature a causa del PM2,5 atmosferico.

Le biomasse hanno minore efficacia se comparate ai combustibili fossili e la loro combustione richiede spazio. Il loro utilizzo può condurre anche ad un degrado ambientale. Se lo sfruttamento non viene controllato, si possono provocare dei cambiamenti significativi nella topografia (la descrizione, grafica o numerica, di tutte le particolarità di un terreno) di una determinata area geografica, interferendo con le abitudini naturali di piante e animali che sono lì presenti. Infine, l’odore prodotto dalla loro lavorazione non risulta nocivo, ma può essere particolarmente fastidioso e, a volte, attirare animali indesiderati.

Impianto di produzine di energia da biomasse in Germania-License to use Creative Commons Zero – CC0

Infine se si considerano tutte le emissioni dovute all’energia utilizzata – apertura delle strade forestali; taglio, raccolta, carico, trasporto, scarico e cippatura (riduzione del legno in scaglie) del legname; smaltimento delle ceneri prodotte; costruzione, esercizio e smaltimento finale delle centrali con ripristino ambientale – si ottiene un bilancio emissivo che contribuisce a produrre alterazioni a livello globale del clima maggiore delle emissioni per la produzione del solare e derivati. L’energia prodotta può essere addirittura inferiore alla somma dell’energia utilizzata per produrla. Senza incentivi pubblici, produrre energia elettrica con le biomasse potrebbe essere antieconomico.

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