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Biodiversità

Biodiversità: cosa fare per tutelare la natura

La crisi climatica globale come un’opportunità da sfruttare. È questo il nuovo paradigma per migliorare le politiche sulla tutela della biodiversità. L’Undp (Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo) ha indicato la strada, insieme All’Un Environment Program (Unep) e all’Unep World Conservation Monitoring Center. L’obiettivo principale, appunto, sarà quello di capovolgere gli effetti dell’emergenza climatica. Come? Traendone una lezione. Il documento è stato redatto nella consapevolezza di dover agire in tempi rapidi e tracciando un cammino preciso. È ormai noto che gli Obiettivi di sviluppo sostenibile vanno raggiunti nei prossimi dieci anni. Altrimenti il tempo scade.

Pragmatismo sulla biodiversità

Un punto, in particolare, è stato sottolineato con pragmatismo: “I piani nazionali per la biodiversità sono generalmente troppo ambiziosi, mancano di priorità e non includono una chiara strategia di finanziamento”, osservano dall’Undp. Quindi, “è necessario aiutare i governi a comprendere i vantaggi che la natura fornisce al benessere umano e i costi di un’efficace protezione della natura per mantenere questi benefici”. Per questo viene individuato un percorso globale con precisi stanziamenti di risorse. Inoltre, è considerato fondamentale “aumentare l’accesso ai dati e agli indicatori sulla natura come passaggio fondamentale per arrestare la perdita di biodiversità nel prossimo decennio”.

Tutela biodiversità

Foto di Mylene2401 da Pixabay

Non basta l’aumento di dati sulla natura. Molti Paesi sottolineano una difficoltà nella traduzione delle statistiche in decisione politiche. “Dobbiamo sostenere urgentemente i governi a stabilire linee guida sulla biodiversità, riconosciute a livello nazionale, rispetto alle quali è possibile progettare, attuare e monitorare strategie per proteggere, gestire e ripristinare la natura”, mette nero su bianco l’Undp.

Consenso sulla natura

C’è poi l’implementazione delle analisi per consentire ai governi di identificare “le aree che conservano la biodiversità”. A quel punto serve un passaggio politico: la costruzione del consenso può aiutare a sviluppare soluzioni che affrontano la perdita della natura. “A tal fine, stiamo lavorando con paesi selezionati per identificare le aree essenziali di supporto vitale”, spiega la branca per lo sviluppo delle Nazioni Unite.

Il traguardo finale è quello di arrestare o invertire il trend di perdita della biodiversità, fornendo un sostegno anche alla risoluzioni delle crisi climatiche e di salute pubblica. Perché la conservazione degli equilibri è il primo strumento di difesa anche contro la nascita di nuovi virus, come ha insegnato, in maniera tragica, la pandemia di Covid-19. Certo, non ci sono evidenze che il Coronavirus sia frutto della devastazione della biodiversità. Ma è un dato che la distruzione di certi equilibri abbia un impatto sulla diffusione di batteri e virus ingnoti.

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