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Bill De Blasio si candida alla Presidenza USA. E siamo a 24

La candidatura del sindaco di New York Bill De Blasio come concorrente per la nomination del Partito Democratico nella corsa alla Casa Bianca porta a 24 il numero di coloro che vorrebbero essere scelti dagli elettori del The Democrats come avversario di Donal Trump per le elezioni del 2020.

La candidatura di Bill De Blasio può spostare qualcosa? A giudicare dal titolo dell’editoriale del New York Times di due giorni fa, no :”If he can’t distinguish himself in New York City, how does he expect to do it on the national stage?” (Se non riesce a distinguersi a New York come si aspetta di farlo a livello nazionale?)

Resta il fatto che 24 è un numero di candidati altissimo che di qui al novembre del prossimo anno sarà sfoltito dai sistemi elettorali, primarie e caucus, ma che in questo momento mette il partito in una situazione molto difficile. La stessa nella quale si sono trovati i repubblicani nel 2016: tante troppe persone tra le quali scegliere nessun vero favorito e soprattutto nessuno veramente ed unitariamente sostenuto dal GOP (Grand Old Party il nome dei repubblicani) ed alla fine la vittoria di Trump che all’interno del suo partito non è proprio amato da tutti.

Nei Democrats due candidati forti ci sarebbero. Uno è Joe Biden, ex vice presidente con Barak Obama, uomo moderato che per molti garantisce una sorta di continuità con l’ex presidente. Biden ha ufficialmente annunciato la sua candidatura lo scorso 25 aprile 2019.  Biden è un centrista che sa parlare a tutti o quasi. Certamente a quei repubblicani di cui sopra, spaventati da certi toni e da certe azioni di Trump che potrebbero cambiare sponda per il tranquillo Biden. La middle class lo ascolta con interessa perché Biden le parla senza usare le parole di fuoco di Trump,al quale però sa ribattere se serve perché Biden sa fare una cosa che Trump si sogna:  rassicurare le persone.

Biden che è passato attraverso tragedie personali spaventose offre l’immagine di un uomo in grado di consolare chi soffre ogni giorno con consigli concreti. Un grande e saggio padre insomma. E nei sondaggi va benissimo, subito dopo l’annuncio un sondaggio della CNN ha rivelato che l’ex senatore del Delaware per 36 anni, nato a Scranton in Pennsilvaya 77 anni fa,  raccoglie il 39% delle preferenze, staccando di oltre 20 punti l’avversario più diretto, il senatore Bernie Sanders fermo al 15%.

Eppure è Bernie Sanders l’altro  candidato, maggiormente ben visto dall’interno del partito almeno da quella parte che vuole un uomo di “sinistra” sulla sedia del Presidente degli States. Sanders, senatore del Vermont che alle primarie del suo partito per le elezioni del 2016 era stato battuto da Hillary Clinton, è al secondo tentativo di “nomination” ed ha presentato la sua candidatura per il 2020 nello scorso febbraio.

A convincere il “falco dell’ambiente” a riprovarci dopo la delusione del 2016, pare siano stati i risultati di alcuni sondaggi che danno il 77enne nativo di New York come il politico più popolare nel paese. In particolare, adesso Sanders sembra poter contare sul sostengo degli afroamericani e dei latinoamericani, due gruppi che alle elezioni del 2016 non gli hanno dato il loro appoggio.

Sanders si è laureato nel 1964 in Scienze politiche a Chicago, e dopo la laurea ha lavorato come falegname e documentarista nel Vermont. E’ anche è il membro indipendente del Congresso più anziano nella storia degli Stati Uniti,è sposato con la signora Jane O’Meara, padre di quattro figli (uno naturale e tre figliastri) e nonno di sette nipoti.

Perché Sanders piace? Perché è ebreo ma è agnostico, perché è socialista ma non comunista. Offre proposte radicali senza essere un rivoluzionario e piace ai giovani che nel 2016 lo hanno votato, perché sembra poter fare tutto quello che Obama non è riuscito a fare. Ha saputo muoversi  nel sistema politico e nel partito democratico però ha mantenuto la sua autonomia politica e restando fedele alle sue idee progressiste. Tra le quali ci sono istruzione per tutti, sanità gratis e battaglie e lotte per un ambiente migliore. Concetti che lo avvicinano alle nuove generazioni perché Sanders ci crede da sempre, da quando lui stesso era giovane quindi sono cresciute con lui e non suonano solo come promesse elettorali.

E poi per molti Sanders è un personaggio affascinante proprio per la sua indipendenza ed il suo radicalismo. Il primo stipendio fisso lo ha guadagnato a 40 anni quando è diventato sindaco di Burlington, nonostante la laurea. Pur di portare avanti le sue idee senza compromessi ha lavorato anche a staccare e recuperare francobolli dalle lettere.

Ma non ci sono solo loro ad affollare il parco candidati alle Presidenziali 2020. Ci sono politici in costante crescita nei sondaggi e nell’attività politica. Da qui a novembre prossimo la corsa sarà lunga.

 

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