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Filomena Maggino

“Benessere equo e sostenibile”: parla la Presidente Maggino

La Cabina di Regia “Benessere equo e sostenibile” presso la Presidenza del Consiglio è uno strumento che supporta il Primo Ministro “nelle politiche del benessere e della valutazione della qualità della vita dei cittadini“. Il Presidente della Cabina di regia è Filomena Maggino, Professoressa di Scienze Statistiche dell’Università La Sapienza di Roma. A lei Impakter Italia ha chiesto di raccontare l’attività della Cabina e le prospettive future concrete per il nostro paese.

Quali sono gli obiettivi e che funzioni ha la Cabina di Regia da lei presieduta?

Come dice il nome stesso della Cabina, l’obiettivo principale è promuovere il benessere del Paese, dei suoi cittadini all’interno dell’azione del governo. Anni fa c’era l’idea di istituire un Ministero per la Qualità della Vita ma poi si è preferito utilizzare lo strumento della cabina per coordinare l’attività dei vari Ministeri in modo continuativo e senza che questo si allontani dal governo e dal Presidente del Consiglio, titolare della Cabina di regia che con un decreto apposito ha delegato me alla presidenza“.

la Prof.ssa Filomena Maggino

Presidente Maggino tra le 5 macroaree nelle quali si muove l’attività della Cabina (Rigenerazione equo sostenibile dei territori- Mobilità e coesione territoriale – Transizione emergetica – Qualità della vita e Economia circolare) può segnalarci qualche progetto già in atto o in procinto di essere messo in pratica?

Una necessità emersa in modo molto forte durante e dopo l’emergenza pandemica è stata quella dei sindaci delle Aree interne. Quando si parla della ripartenza si intende anche questo far emergere le fragilità per esempio di alcuni territori per poter intervenire. Abbiamo firmato un accordo quadro con alcuni comuni della regione Puglia. Stiamo per firmare accordi simili con le amministrazioni locali dell’Irpinia e del Mugello. Si potrebbe parlare quasi di un unico progetto appenninico dove vengono evidenziati, affrontati e risolti i problemi di questi territori, ognuno con la sua specificità ma all’interno di un coordinamento generale che tenga conto di tutto. Un progetto che favorisca, per esempio, anche la ripopolazione di queste aree. Bisogna dare servizi a queste aree“.

Quali servizi per fare degli esempi?

Le aree interne soffrono delle difficoltà di avere un dialogo con il centro molto più di quanto non avvenga al contrario. Le “piccole” esigenze di ogni comune di una di queste aree messe insieme ed armonizzate contribuiscono ad una grande opera simile in tutto e per tutto a quelle di cui si parla di più ogni giorno. Per esempio i servizi territoriali  alla persona che sono sociali e sanitari. Alcuni sindaci di certe zone mi hanno detto che non hanno il medico di base. Una cosa inaccettabile in un paese come l’Italia. E questo è successo perchè come Cabina di regia noi abbiamo parlato, parliamo e continueremo a parlare con tutti, dalle istituzioni ai volontari“.

La Cabina di Regia “Benessere equo e sostenibile”@Mario1952 – Mio lavoro, Pubblico dominio,

Il Recovery Fund o meglio il Piano Nazionale di Resilienza e Rilancio per il nostro paese è davvero un’opportunità? Per Lei in quanto Presidente della Cabina di Regia quali sono gli obiettivi centrali per arrivare a dei risultati?

Certamente è una opportunità. Ma solo se i progetti che verranno presentati saranno armonizzati e non si ridurranno ad un semplice elenco di opere e cose da fare senza alcun legame fra loro. Ecco perchè il Presidente Conte mi ha chiesto tra l’altro, di rivedere le linee guida perchè ci sia coerenza e per inserire tra i criteri delle stesse linee guida non tanto e non solo l’aumento del PIL, quanto che tipo di impatto può avere un’azione, un progetto sulla qualità della vita dei cittadini“.

Presidente Maggino l’Italia è consapevole della portata del momento e dell’opportunità di cui ha appena parlato?

Ci sono dei mondi pronti ad intraprendere le nuove strade, necessarie per arrivare ad un benessere equo e sostenibile. Quello della transizione energetica – e mi riferisco alle 5 macroaree che sono i nostri punti cardinali – quello della mobilità specie dopo la prima fase dell’emergenza Covid, quello dell’economia circolare, ma anche gli altri. La cosa importante è capire cosa facciamo e perchè lo facciamo. Eè un percorso culturale che deve comprendere tutti dai politici agli imprenditori ai cittadini. Serve anche ripensare la governance nella chiave di lettura del coordinamento che deve avere una stella polare , il benessere equo e sostenibile, ed una mappa che segnali i percorsi con i quali arrivarci. 

Ci serve anche abbattere i muri settoriali per lavorare insieme, ed in questo il mondo Universitario ha un ruolo fondamentale,  ed arrivare alla complessità che ha bisogno, lo ripeto, del coordinamento. Ci serve avere una visione che ci porti avanti. Ed io credo che l’Italia sia pronta ad accogliere questa visione“.

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