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Bambini e ragazzi maltrattati in Italia: una vergogna

Bambini e ragazzi maltrattati: che solo si debba fare una ricerca per un fenomeno del genere viene la rabbia nell’Italia del terzo millennio. Un paese che ha insegnato cultura al mondo e che ha una delle carte costituzionali più belle e concrete di sempre. Eppure la realtà è drammatica al di là di ogni più perversa previsione.

La seconda Indagine nazionale sul maltrattamento dei bambini e degli adolescenti in Italia, condotta da Terre des Hommes e CISMAI, per l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza svela che sono 401.766 i bambini e ragazzi presi in carico dai servizi sociali in Italia. E di questi 77.493  sono vittime di maltrattamento. Questi i primi e pesanti dati che emergono dalle pagine del rapporto la cui prima uscita fu nel 2015 e che presentava un quadro meno terribile.

Giusto per un ripasso veloce prima di continuare con i dati della ricerca, la Costituzione italiana dedica 4 articoli ai ragazzi, minori, all’infanzia. Art.30: È dovere dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio…..Art.33: L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e i gradi…Art. 34: La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita….Art. 37: La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato. E solo per riportare le prime frasi.

Inoltre, l’ articolo 3 stabilisce il principio di uguaglianza formale: tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzioni di alcun genere (compresi, quindi, i minori); mentre l’articolo 31 attribuisce allo Stato il compito specifico di tutelare l’infanzia e la gioventù favorendo la nascita delle istituzioni necessarie a questo fine.

Per quanto riguarda la Convenzione Onu, ci sono ben 42 articoli tutti dedicati ai bambini e agli adolescenti. Ed è il caso di notare che i primi 7 dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu comprendono direttamente i minori e la loro qualità della vita.

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@piqsels.com

L’approfondimento

L’indagine, realizzata tra luglio 2019 e marzo 2020, su dati del 2018, è un’esperienza di grande sostanza e significativa dal punto di vista statistico: ha infatti coperto un bacino effettivo di 2,1 milioni di minorenni residenti nei 196 Comuni italiani coinvolti e selezionati dall’ISTAT.

La forma di maltrattamento principale è rappresentata dalla patologia delle cure : incuria, discuria – quando vengono effettuate cure inappropriate al bambino, spesso non adeguate alla sua età o ai suoi malanni –  ipercura, cioè quando il minore riceve delle attenzioni e delle effusioni eccessive ed eccedenti il dovuto come se il bambino fosse un infante eternamente impedito ed incapace di ogni cosa. Di queste patologie è vittima il 40,7% dei minorenni in carico ai Servizi Sociali, seguita dalla violenza assistita (32,4%) – cioè quando i minori  vedono varie forme di violenza all’interno dell’ambiente domestico. Il 14,1% dei minorenni è invece vittima di maltrattamento psicologico, mentre il maltrattamento fisi­co è registrato nel 9,6% dei casi e l’abuso sessuale nel 3,5% .

Se ad essere seguiti dai Servizi Sociali, in generale, sono più i maschi, bambine e ragazze sono invece più frequentemente in carico per maltrattamento (sono 201 su 1000, rispetto a 186 maschi). Anche gli stranieri lo sono di più rispetto agli italiani: ogni 1000 bambini vittime di maltrattamento 7 sono italiani, 23 stranieri.

Questa seconda Indagine ha modificato, ampliandola, la griglia di raccolta dati utilizzata in passato, consentendo di esplorare nuovi aspetti del fenomeno; sappiamo così che i minorenni vittime di maltrattamento multiplo sono il 40,7% e nel 91,4% dei casi il maltrattante afferisce per lo più alla sfera familiare (genitori, parenti stretti, amici dei genitori, ecc.). Quanto alla fonte della segnalazione del maltrattamento, per la maggior parte dei casi, è l’autorità giudiziaria ad attivarsi in tal senso (42,6%). Seguono agli ultimi posti ospedali e pediatri.

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La localizzazione della ricerca

L’intervento dei servizi sociali risulta più frequente al Nord che al Sud e nel 65,6% dei casi ha una durata maggiore di 2 anni.  Di fronte a queste segnalazioni i principali interventi adottati dai Comuni sono l’assistenza economica e l’assistenza domiciliare (rispettivamente per il 28,4% e 23,9% dei casi, ossia un totale del 52,3% dei casi), a cui si ricorre molto di più rispetto all’allontanamento del minore dal nucleo famigliare (in totale il collocamento in comunità e l’affido famigliare si attestano sul 35%).

Grande novità introdotta dall’indagine è la possibilità di comparare i dati relativi al maltrattamento sui bambini e gli adolescenti su un campione di 117 comuni che avevano preso parte anche alla rilevazione del 2015 (dati 2013). I dati raccolti raccontano un aumento del fenomeno sotto ogni profilo: cresce infatti sia il numero dei minorenni in carico ai Servizi in generale, sia di quelli in carico per maltrattamento. Parliamo di un +3,6% di bambini e ragazzi in carico ai servizi sociali in generale e di un + 14,8% di bambini e ragazzi in carico perché maltrattati.

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