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B Corporation: l’azienda sostenibile

B Corporation. Dalla lotta agli oppioidi a quella ai pesticidi. Come l’attivismo aziendale coniuga profitto e sviluppo sostenibile.

Come agisce una B Corporation

Una B Corporation funziona da agente di cambiamento e di crescita per la società. Vediamo un esempio concreto. L’epidemia di oppioidi negli Stati Uniti provoca la morte di più di 130 americani al giorno. Tuttavia, solo un americano su 10 ha ricevuto un trattamento adeguato nello scorso anno. La società di ricerche di mercato e consulenza Certified B Corporation Fors Marsh Group (FMG), motivata dal fatto che molti suoi dipendenti avevano problematiche di questo tipo in famiglia, si è unita ad altre organizzazioni di comunicazione per creare la National Opioid Action Coalition (NOAC). La mission di questo “trust” è far conoscere e coordinare le risorse locali, statali e nazionali per combattere il fenomeno. Coinvolgere le aziende del settore privato per sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso programmi di sensibilizzazione. Promuovere la partecipazione di celebrità che intervengano come testimonial della battaglia contro l’uso di oppioidi.

Altri esempi concreti

Un altro esempio è rappresentato dalla Stonyfield, una B Corp del New Hampshire nota per il suo yogurt biologico e altri snack. L’attenzione alla salute dei piccoli fruitori dei propri prodotti e l’ascolto delle istanze delle famiglie ha consentito a Stonyfield di scoprire che più di 26 milioni di bambini statunitensi praticano sport sui campi, e che il 65% dei campi viene irrorato con pesticidi ritenuti responsabili di provocare cancro, morbo di Parkinson, alterazione della funzione della tiroide e più in generale del sistema endocrino. In risposta l’azienda ha messo in campo una vasta operazione di comunicazione e di pressione sulle amministrazioni locali, volta a introdurre trattamenti esclusivamente biologici per la manutenzione degli spazi verdi. Un vantaggio non solo per i più piccoli ma per l’intera comunità. C’è poi PRANA, azienda con sede a Montreal che produce prodotti 100% biologici e a base vegetale in tutto il Canada. La statunitense Beautycounter vende prodotti di bellezza non tossici online e nei negozi al dettaglio. Negli ultimi sei anni ha lavorato con i legislatori di ogni partito per garantire che questioni come la revisione degli ingredienti, l’etichettatura e i richiami per i prodotti che causano danni siano priorità per la sicurezza dei consumatori. La UnCommonGoods, anche questa americana, sostiene politiche che permettono ai membri della famiglia di andare in congedo dal lavoro per occuparsi di un neonato o di un membro della famiglia gravemente malato. Il tutto continuando a ricevere retribuzioni e benefici.

Cosa sono le B Corporation

2500 aziende, attive in 140 settori e presenti in 60 Paesi. Le B Corporation o B Corps rappresentano un nuovo modo di fare impresa. Attraverso politiche aziendali “responsabili, sostenibili e trasparenti”, riescono a raggiungere il profitto mantenendo un impatto positivo verso i loro dipendenti, le comunità nelle quali operano e l’ambiente.

È bene specificare da subito che non si tratta di aziende no profit e che la denominazione B Corporation è una certificazione ufficiale. Negli USA, Paese che ha dato il via a questa innovazione, la certificazione che viene rilasciata da B Lab, un ente non-profit con sede a Wayne, in Pennsylvania. In Italia, secondo Paese al mondo il cui ordinamento giuridico ha incluso questa tipologia di imprese, esiste la certificazione di Società Benefit, grazie a una legge del governo Renzi varata 2015 e entrata in vigore nel 2016.

Gli standard richiesti per essere una B Corporation

I criteri con i quali i vari enti nazionali certificano questo nuovo status delle aziende sono molto rigorosi. La certificazione ha inoltre carattere temporaneo. L’azienda è chiamata a confermare i propri standard dopo un determinato intervallo temporale.

Gli standard richiesti riguardano la responsabilità e trasparenza nella governance. Il livello di attenzione alle persone, soprattutto i salari e la formazione. L’impatto sulla comunità, ovvero strategie di fornitura e di logistica, la creazione di posti di lavoro e il tipo di azioni di supporto alla realtà circostante all’azienda. Molto importante è la valutazione dell’impatto ambientale. Gli standard richiesti sono un alto livello di efficienza energetica, di corretto smaltimento dei rifiuti. E poi ovviamente l’aspetto più vicino al profitto, ossia l’impatto positivo dei prodotto o dei servizi sul cliente.

Mauro Pasquini

Questo articolo è stato tratto dall’originale:

 Corporate Activism Work: 5 Companies Doing It Right, presente su Impakter.com, a cura dell’Impakter Editorial Board.

 

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