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Auto elettrica: la Cina domina. UE e Italia che fanno?

Auto elettrica. In Cina più di 1milione di colonnine per la ricarica. Un dato non eclatante ma che indica che anche nell’inquinante gigante asiatico qualcosa si muove. L’Europa tenta di stare al passo ma arranca. Italia quasi non pervenuta.

Energie green: se anche la Cina si sveglia

Siamo davanti a un assurdo paradosso. Nel mese giugno la colonnine per la ricarica delle auto elettriche in Cina hanno superato il milione. Di questo milione e oltre di apparecchi circa 412.000 sono pubblici mentre 590.000 circa sono privati. Solo nello scorso anno ne sono state aggiunte 140mila postazioni pubbliche e circa 270mila postazioni private. Le città di Pechino, Shanghai, Tianjin e le province di Jiangsu, Guangdong, Shandong, Zhejiang, Hebei, Anhui e Hubei sono le aree più interessate.

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Relativamente all’estensione delle aree interessate, che vanno dai 20 ai 60 milioni di abitanti, non si tratta affatto di un dato eclatante. Tuttavia rappresenta un indizio che qualcosa si sta muovendo anche nel Paese più inquinante del mondo. A questo va associato il dato sulla produzione di modelli elettrici, che in maggio ha raggiunto le 112mila unità, segnando una crescita pari al 17%.

L’Europa ci sta provando, ma con grande fatica

Così facendo la potenza mondiale meno sensibile al dibattito sul clima, sull’impatto ambientale, sulle emissioni di CO2, con la sua imponente forza economica potrebbe consolidare la sua egemonia su quello che potrebbe essere il mercato del futuro, prima degli USA e del verde occidente nordeuropeo. In realtà la spinta verso le auto elettriche in Europa è molto forte e negli ultimi anni ha ricevuto un ulteriore impulso. La tematiche ambientali e soprattutto il concetto di sostenibilità sta trovando crescente attenzione e supporto da parte di governi, costruttori e cittadini, che sempre di più aspirano a diventare potenziali acquirenti. Tuttavia, l’Europa non tiene il passo con i suoi competitor mondiali citati sopra: USA E CINA. Nel 2018 la Cina ha immatricolato oltre 1 milione di veicoli elettrici, attestandosi al primo posto. La UE  è largamente staccata con appena 380mila immatricolazioni. Un gap che, in un continente leader della lotta al cambiamento climatico, non è certo spiegabile solo in termini di popolazione meno numerosa.

Sull’auto elettrica Italia quasi non pervenuta

Focalizzando l’attenzione sul nostro Paese emerge un quadro incoraggiante in superficie ma drammatico se confrontato al virtuoso Nord Europa. Nel 2018 le vendite sono raddoppiate rispetto all’anno precedente: da 5mila a 10mila. Ma se pensiamo ai 72.689 veicoli elettrici venduti in Norvegia, ai 67.658 della Germania e ai 45.623 della Francia, salta subito agli occhi lo stato comatoso dell’Italia in questo settore strategico.

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Una situazione che rende decisamente irrealistico l’obiettivo del governo di raggiungere “zero macchine inquinanti in circolazione entro il 2030”. Un’industria debole e una politica priva di visione hanno condannato l’Italia a un ritardo strutturale. Se di fronte alla Cina l’Europa arranca, noi in Europa quasi non esistiamo. Figuriamoci da soli.

Mauro Pasquini

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