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Vegani

La crescita dei vegani nel mondo ed il traino delle donne

Il numero di vegani è raddoppiato in Europa e negli Stati Uniti negli ultimi dieci anni grazie alle preoccupazioni sull’impatto dell’agricoltura  sull’ambiente, ed alle dimostrazioni che la dieta vegana può essere veramente salutare per la nostra salute.

Veganesimo: cos’è la dieta vegana?

È un regime alimentare che prevede l’esclusione di tutti i cibi di origine animale e, di conseguenza, l’assunzione esclusiva di alimenti vegetali. Chi segue questo tipo di dieta oltre a non mangiare alimenti di provenienza animale non consuma nemmeno i loro prodotti (latte e latticini, uova e miele) partendo dal presupposto che per ottenerli gli animali sono sacrificati o, comunque, sfruttati. Oltre all’aspetto dell’alimentazione questa scelta presenta anche aspetti etici di rispetto per gli animali (non utilizzare materiali di origine animale, non divertirsi a spese degli animali, non utilizzarli a scopo di lucro).

License to use Creative Commons Zero – CC0

Quanti sono i vegani?

Un calcolo preciso al dettaglio è difficile perché molte analisi combinano i vegani, i vegetariani e le diete a base di piante nella stessa categoria – pur essendoci una grande differenza. Una stima attendibile racconta di poco più di 75 milioni di persone, una specie di paese più grande di Italia, Francia, Spagna, Inghilterra come popolazione.

Venti milioni sarebbero negli Stati Uniti, poi Giappone, Germania, Polonia, Inghilterra, Israele, Italia, Svezia, Spagna e Finlandia per citare i primi dieci paesi. In Italia ci sarebbero circa 6 milioni di persone tra vegetariani (quelli che si nutrono di vegetali, di microorganismi (muffe e batteri) e di alimenti derivanti dagli animali, come uova, latte, formaggi e miele ma non di carne e prodotti della pesca (molluschi e crostacei compresi) e vegani (circa 520.000 persone).

Perché si sceglie la dieta vegana?

Nella maggior parte dei casi per motivi di salute e benessere, poi per ragioni etiche e di rispetto degli animali, e per la tutela dell’ambiente. Il cibo di origine animale è responsabile di un quarto di tutte le emissioni di gas che creano l’effetto serra. La maggior parte vengono dalle mucche. Ogni anno, il bestiame di tutto il mondo lascia una un’impronta di carbonio che equivale alle emissioni di CO2 di ogni auto, treno, nave e aereo del mondo messi assieme.

Secondo diversi esperti nutrizionisti i vantaggi della dieta vegana e vegetariana sono innegabili. Così come lo sono i danni di una dieta estrema che comprenda l’eliminazione di tutte le carni e pesci. Adottare una dieta vegana non rende automaticamente una persona che mangia in modo salutare. I vegani spesso sono carenti di nutrienti vitali. Spesso non assumono abbastanza ferro, calcio, vitamina D, zinco, vitamina B12, acidi grassi Omega3. Dal momento che carne, uova e formaggi non vengono più utilizzati come fonte di proteine, bisogna mangiare molti fagioli, soia e lenticchie. Una dieta equilibrata eviterebbe coronaropatie, infarti e diabete. Il tasso di mortalità globale scenderebbe del 10%. Il che significherebbe 8 milioni di decessi in meno l’anno e mille miliardi di risparmio sull’assistenza sanitaria e sulle giornate lavorative perse. Ma non nei paesi in via di sviluppo, dove 2 miliardi di persone sono già alle prese con enormi problemi di malnutrizione. Senza la carne, per loro, la vita non sarebbe più salutare, ma peggiore.

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Perché le donne sono più vegane degli uomini?

Nel Regno Unito, la Vegan Society ha scoperto che il doppio delle donne rispetto agli uomini è vegano. Non solo nella patria di Sua Maestà la Regina Elisabetta II: le statistiche che rivelano che il 79 per cento dei vegani negli Stati Uniti si identificano come donne. Una prima spiegazione sostiene questo dato : i diritti degli animali e il femminismo sono cresciuti e si sono sviluppati di pari passo nel tempo, con gli attivisti che vedono il rifiuto di mangiare carne come una forma di ribellione contro lo status quo patriarcale.

Altre risposte del perché meno uomini adottano una dieta a base di piante. La carne e il genere sono probabilmente legati sin dall’inizio dei tempi su questo pianeta. La caccia era importante per i primi esseri umani con compiti di raccolta del cibo suddivisi in base al genere. Gli uomini andavano ad uccidere i grandi animali da caccia, mentre le donne di solito mangiavano porzioni più piccole di carne e raccoglievano cibi vegetali. Per gli scimpanzé, più un maschio ha successo nella caccia, migliore è il suo status sociale. Questo probabilmente valeva anche per i nostri antenati cacciatori-raccoglitori.

Oggi, nella maggior parte delle società occidentali, gli uomini non sono in giro ad affrontare la selvaggina per sfamare le loro famiglie – salvo qualche eccezione –  ma sono ancora più propensi ad associare la carne a idee di salute e forza. Uno studio del 2018 ha scoperto che concetti come “virilità” e “potere” erano una parte del rapporto che noi, come specie, abbiamo con il mangiare carne e le idee convenzionali di ciò che significa essere un uomo.

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