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Artico Antartico ghiacciai

Artico in Siberia ancora senza ghiaccio: siamo al punto del non-ritorno?

I ghiacci dell’Artico, in Siberia, sono ancora fermi. O meglio: a oggi ancora non ci sono. Dopo la stagione estiva non è ripresa l’espansione. Ed entro il 2050 potrebbero non riformarsi più, fanno sapere gli esperti denunciando la gravità del quadro.

Intanto, in attesa di quello che potrebbe accadere nei prossimi anni, la mancata formazione dei ghiacci si iscrive come un evento storico: non è mai avvenuto da quando avvengono i rilevamenti. Una constatazione che lancia un ulteriore allarme sulle conseguenze dell’emergenza climatica. Il motivo di quanto (non) sta accadendo nel Mare di Laptev è legato a un calore incredibilmente prolungato nella Russia settentrionale e dall’intrusione delle acque dell’Atlantico. Un mix di fattori dalle conseguenze nefaste, che potrebbero avere una lunga coda.

Artico: il caldo intrappolato impedisce la formazione dei ghiacci

Secondo gli studi condotti, inoltre, le temperature degli oceani nella zona sono recentemente salite a più di 5°C oltre la media, a seguito di un’ondata di caldo record e del caldo precoce registrato nello scorso inverno. Il calore, finito intrappolato, richiede molto tempo per essere disperso nell’atmosfera. “La mancanza di congelamento non ha precedenti nella regione artica siberiana”, ha scandito Zachary Labe, dalla Colorado State University.

Un’osservazione confermata da Walt Meier, ricercatore senior presso il National Snow and Ice Data Center degli Stati Uniti: “Questo trend continua una serie di estensioni molto basse. Gli ultimi 14 anni, dal 2007 al 2020, sono i più bassi, a partire dal 1979”, ha aggiunto. 

Perché è importante il mare di Laptev

Fonte: Zachary Labe

Il mare di Laptev è anche noto come il luogo in cui nasce ghiaccio: si forma lungo la costa all’inizio dell’inverno, dopodiché si sposta verso ovest trasportando sostanze nutritive attraverso l’Artico, prima di interrompersi in primavera nello stretto di Fram tra la Groenlandia e le isole Svalbard.

Quindi se il ghiaccio si forma in ritardo nel Mare di Laptev, lo strato sarà più sottile: così è probabile che si sciolga prima di raggiungere lo stretto di Fram. La conseguenza sull’ecosistema è devastante: arriverebbero meno nutrienti per il plancton artico e sarà ridotta la capacità di assorbire l’anidride carbonica dall’atmosfera.

“È più frustrante che scioccante”, ha dichiarato Stefan Hendricks, specialista in fisica del ghiaccio marino presso l’Istituto tedesco Alfred Wegener. “Tutto questo è stato previsto da molto tempo, ma i responsabili delle decisioni hanno dato poche risposte concrete”, ha aggiunto Hendricks.

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