Back
Abdel Fatah al Sisi armi italiane

Armi italiane, quasi un miliardo di forniture ad al-Sisi

Un giro di affari di 4 miliardi di euro. Anche nel 2020, nonostante la pandemia di Covid-19, l’esportazione di armi è andata avanti. E oggi il dato pone un quesito sui diritti umanitari: il principale acquirente delle forniture italiane è l’Egitto del presidente al-Sisi, che finora non ha tenuto una condotta propriamente trasparente per quanto riguarda l’uccisione di Giulio Regeni. A questo si è sommato l’arresto di Patrick Zaki, lo studente dell’Università di Bologna detenuto da oltre un anno nelle prigioni egiziane. Quasi un miliardo di autorizzazioni per le nuove licenze riguardano infatti il governo del Cairo.

Quella del miliardo è cifra che, tuttavia, non ha sorpreso la Rete italiana per la pace e il disarmo (Ripd). Così come non desta stupore che oltre il 50% delle commesse sia relativa a Paesi fuori dall’Unione europea e dalla Nato. Una questione che intreccia il tema dello sviluppo sostenibile sui principi della pace e su quello, già menzionato, dei diritti umani.

Armi italiane all’Egitto

Rete pace disarmo Export armi

I dati sintetizzati in un’immagine della Ripd

“L’Egitto si conferma il Paese destinatario del maggior numero di licenze risulta aumentando la propria quota fino a 991,2 milioni di euro (+120 milioni) grazie alla licenza di vendita delle due Fregate Fremm”, riferisce (Ripd), anticipando il testo della relazione del governo trasmessa al Parlamento. Una situazione che ha sollevato le proteste anche in Parlamento: “Ritengo grave che l’Italia, nel 2020, abbia venduto armi per quasi un miliardo di euro, dei quattro totali di export, al governo di al-Sisi. È necessario uno stop alla vendita di armi all’Egitto, perché continua a violare i diritti umani”, ha affermato il deputato di Leu, Luca Pastorino. Parole arrivate in concomitanza della prima udienza sul processo, a Roma, per la morte di Regeni.

Ma come prosegue la graduatoria? “Al secondo posto gli Stati Uniti con 456,4 milioni (+150 milioni) seguiti dal Regno Unito con 352 milioni (in calo di 67)”.  Al di fuori del podio c’è il Qatar, che “dopo le mega-commesse del 2017 e 2018 ritorna tra le prime destinazioni di armi italiane” per “un controvalore di 212 milioni di euro (+195 milioni rispetto all’anno precedente)”. A seguire ci sono la Germania, con 197,6 milioni, e la Romania con 169,6 milioni di euro: nel 2019 era a meno di 1 milione in licenze al 54 posto tra le destinazioni. Tra gli elementi di maggiore novità, infatti, c’è proprio il rapporto con Bucarest.

La top ten dell’export

Armi italiani bombe elicottero

Foto di maja7777 da Pixabay

Aggiunge la Rete italiana per la pace e il disarmo: “Completano la lista dei primi dieci Paesi la Francia (154,5 milioni, in calo di 120), il Turkmenistan (che scende rispetto al secondo posto 2019 ma mantiene 149,5 milioni di euro di autorizzazioni pur calando di quasi 300 milioni), l’Arabia Saudita (ben 144,4 milioni di euro in licenze nonostante il blocco relativo a missili e bombe d’aereo) e la Corea del Sud (134,8 milioni, in calo di circa 30)”.

In questa classifica, tra i primi dieci, spicca la presenza di un Paese dell’Africa Settentrionale, che copre quasi un quarto dell’export, e quattro asiatici. Si tratta complessiva del 56,1%, pari a 2 miliardi e 204 milioni, delle autorizzazioni per licenze all’export ha per destinatari Paesi fuori dalla Ue e dalla Nato. “Questi dati preliminari – sottolinea Ripd – confermano come la produzione militare italiana non sia indirizzata alla difesa e alla sicurezza del nostro Paese e a quella comune europea, ma risponda sempre più a logiche di profitto delle aziende produttrici di armamenti, sopratutto quelle a controllo statale”.

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy. Privacy policy

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

Chiudi Popup