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Api Terni

Le api nella battaglia contro l’inquinamento

Le api come sentinelle dell’inquinamento, inappuntabili controllori della qualità dell’aria, messe al controllo di uno stabilimento industriale. Una “spia” naturale della qualità ambientale in una zona complicata proprio per la presenza di un’industria. All’Acciaieria speciale (Ast) di Terni è stato infatti avviato un progetto che si pone come un esperimento unico nel suo genere. Il motivo? Mette l’accento della sostenibilità a un settore produttivo, come quello siderurgico, da sempre legato all’emissioni inquinanti. Ma come funziona questa iniziativa? Nei pressi della fabbrica della città umbra sono state installate venti arnie con cinquecentomila api. Lo scopo è quello di valorizzare il loro ruolo come bioindicatori dell’inquinamento atmosferico.

Il risultato è stato finora rilevante, come evidenziano gli esperti: “Nonostante un’annata avversa per l’apicultura, a causa dei ritorni di freddo nei primi di aprile, le colonie presenti nell’acciaieria continuano a vivere e a crescere”, sottolinea Tiziano Gardi, docente di apicultura all’Università di Perugia ed esperto del Ministero delle politiche agricole. Significa che la qualità dell’aria è buona, nonostante la presenza dello stabilimento. Del resto sull’importanza delle api, Impakter Italia ha raccontato, in questo articolo di Eduardo Lubrano, il ruolo di questo piccolo insetto, fondamentale per la sopravvivenza del pianeta. Della razza umana e non solo.

Api fondamentali per respirare

Api alveare

Foto di RitaE da Pixabay

I promotori del progetto raccontano i motivi per cui è stato avviato l’esperimento a Terni:  “Le api sono state scelte perché fondamentali per l’ambiente. Sono responsabili dell’impollinazione di almeno 95 specie di frutta e verdura e contribuiscono in modo determinante a molte altre varietà”. Elementi fondamentali (come ribadito da Impakter Italia qui e qui). Di fatto, è dalle api che deriva la riproduzione di buona parte mondo vegetale: questo ci permette di avere a disposizione l’ossigeno, visto il contributo al ricambio che arriva dalla fotosintesi clorofilliana delle piante. 

“Teniamo conto che l’uomo inala l’ossigeno presente nell’aria durante l’inspirazione e rilascia anidride carbonica nell’aria durante l’espirazione. L’aria inspirata contiene il 21% di ossigeno e lo 0,035% di anidride carbonica. Mentre quella espirata contiene solo il 16% di ossigeno, ma già il 4% di anidride carbonica”, spiegano gli esperti. E tanto per capire la questione: con l’impollinazione le api svolgono anche una funzione strategica per la conservazione della flora, contribuendo al miglioramento e al mantenimento della biodiversità.  

La soddisfazione per il progetto è evidente. “Con l’esperimento avviato in un’azienda siderurgica, come l’Ast di Terni – commenta l’amministratore delegato Massimiliano Burelli – è stato certificato che il rispetto dell’ambiente, la tutela della salute dei lavoratori e un alto livello di competitività, non solo possono coincidere, ma sono l’unica chiave possibile per traghettare la produzione di acciaio nei decenni a venire”.

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