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Antisemitismo: l’incubo a 75 anni dalla liberazione di Auschwitz

Un impegno contro l’antisemitismo. Perché a 75 anni dalla liberazione del campo di Auschwitz, il sentimento antiebraico sta tornando con forza. Ammesso che fosse stato davvero del tutto sconfitto. Gli esperti delle Nazioni Uniti sui diritti umani hanno manifestato tutta la loro preoccupazione per le crescenti azioni di matrice razzista. In Italia, proprio nelle ultime ore, a Mondovì, in provincia di Cuneo, è apparsa una scritta Juden Hier, come quando veniva segnalata la presenza di ebrei durante i rastrellamenti. Ma non è solo questo a generare timori. Nel 2019 il portale osservatorio antisemitismo in Italia ha registrato 251 episodi di antisemitismo, dalla diffamazione alle aggressioni (che fortunatamente restano ancora molto isolate).

La Germania e l’antisemitismo in crescita

Il problema, tuttavia, non è solo italiano. Anzi. In Germania, stando ai dati diffusi dal ministro dell’Interno Horst Seehofer, nel 2019 c’è stato un aumento pari al 20% dei gesti antisemiti. Un dato alquanto significativo, proprio perché si parla della Germania. Ma anche dall’altra parte dell’Oceano si sta verificando una recrudescenza in tal senso. Lo scorso 30 dicembre, a New York, un uomo ha attaccato un rabbino con un machete. Mentre poche settimane prima, a Jersey City, una coppia di killer ha assaltato un supermercato kosher.

“Con profonda tristezza e indignazione, noi, come esperti dei diritti umani delle Nazioni Unite, segnaliamo un allarme 75 anni dalla liberazione del famigerato campo di sterminio nazista, Auschwitz”, hanno scritto in una nota ufficiale i responsabili dell’Onu. “In questa solenne commemorazione, designata come Giornata internazionale della memoria dell’Olocausto, gli Stati di tutto il mondo non riescono a contrastare sufficientemente la violenza antisemita, la discriminazione e l’ostilità all’interno delle loro società o ad assicurare che le loro popolazioni siano adeguatamente istruite sull’Olocausto”, hanno aggiunto gli esperti delle Nazioni Unite.

Mancanza di memoria

“Tolosa, Pittsburg, Bruxelles, Poway e Jersey City sono solo alcuni dei luoghi in cui gli ebrei sono stati assassinati negli ultimi anni”, hanno ricordato dall’Onu. E c’è un chiaro problema anche di cultura e quindi di memoria. Sono sempre più numerosi i casi di negazionismi dell’Olocausto, così come numerosi report dimostrano che ampie fasce della popolazione ignorano i fatti chiave sulla Shoah: addirittura alcuni non sono a conoscenza che ci sia stata una pianificazione per l’eliminazione di massa degli ebrei. “Siamo profondamente preoccupati per l’uso improprio dei social media per diffondere la negazione dell’Olocausto e perpetuare stereotipi e pregiudizi antisemiti”, hanno ribadito dall’Onu, analizzando queste situazioni.

La minaccia alla democrazia

Il binario che portava nel campo di concentramento di Auschwitz

Il contrasto all’antisemitismo si concretizza anche con strumenti legislativi: “Chiediamo a tutti gli Stati di rispondere a queste tendenze, adottando misure urgenti per rispettare i loro obblighi in materia di diritti umani, anche monitorando e registrando in modo più efficace incidenti antisemiti. E bisogna fornire una protezione efficace a individui, comunità e siti ebraici. Chiediamo agli Stati di rispondere più efficacemente all’istigazione alla discriminazione, all’ostilità e alla violenza contro ebrei e membri di altri gruppi presi di mira”, hanno proseguito nella dichiarazione ufficiale gli esperti delle Nazioni Unite.

A pochi ore dalla celebrazione della Giornata della Memoria, viene ripetuta una nozione: “Tra le lezioni più importanti dell’Olocausto è che l’antisemitismo, alimentato dai leader politici e lasciato incontrollato, minaccia non solo gli ebrei, ma anche altre minoranze e comunità vulnerabili, e in effetti le basi stesse delle società democratiche”.   

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