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Andrew Cuomo

Andrew Cuomo: chi è l’anti-Trump del Coronavirus alleato di Biden

Non sarà il vero anti-Trump dei democratici alle elezioni. Perché il suo ruolo è un altro, in questo momento, nonostante il vento popolare a suo favore. Al di là del voto alle Presidenziali, Andrew Cuomo, governatore dello Stato di New York, si sta rivelando la vera spina del fianco del presidente degli Stati Uniti: è diventato il protagonista sulla scena statunitense, sottraendo visibilità al numero uno della Casa Bianca che in termini di comunicazione e mediaticità sembra imbattibile. Già questo risuona come un miracolo politico. Così come sembrano miracolosi, e impensabili almeno fino a poche settimane fa, gli hashtag sui social #Cuomo4president. Un auspicio che, comunque, non preoccupa Joe Biden (qui il link al profilo dell’ex vicepresidente).

Chi è Andrew Cuomo

Ma chi è davvero Andrew Cuomo? La sua carriera è quella di giurista vicino alle lotte a sostegno dei più deboli, portata avanti fin dagli anni Ottanta. La storia politica è strettamente legata a quella del padre, Mario Cuomo (le origini italiane sono evidenti), esponente storico dei democratici di New York. Il figlio gli è stato vicino come consigliere fidato negli anni in cui Mario Cuomo era governatore dello Stato (dal 1983 a 1994). Il rampollo della famiglia è partito da una posizione di vantaggio, che comunque non gli ha risparmiato qualche battuta di arresto, anche rovinosa. Nel 2002 ha fallito l’obiettivo di candidarsi come governatore dello Stato di New York. Un’amara sconfitta, riparata in parte con la nomina a procuratore di New York giunta solo nel 2007.

Cuomo ha ricoperto l’incarico fino al 2010, quando finalmente ha conseguito la candidatura a governatore dello Stato, conquistando la vittoria. Dall’1 gennaio 2011 è quindi in carica, arrivando a collezionare finora tre mandati consecutivi. Il suo profilo politico è stato sempre quello di una figura aggressiva, anche troppo, al limite della spietatezza verso gli avversari, interni ed esterni. Un’immagine che la crisi del Covid-19 ha ormai cancellato definitivamente: ora spicca la sua umanità, l’empatia con i concittadini, tanto che la nota giornalista Rachel Maddow lo ha definito il “presidente dell’emergenza Coronavirus”.

Verità e tutela della salute: le carte del governatore

Cuomo, 62 anni, è quindi il leader che sta affrontando l’epidemia, facendo da contraltare alla politica di Trump, che tra una minimizzazione e un lockdown ha mandato in confusione il Paese.  Il governatore, invece, ha chiesto a gran voce delle decisioni concrete per salvare il maggior numero di vite possibili. Fin dall’inizio dei contagi ha organizzato una conferenza stampa quotidiana per parlare alla cittadinanza, fare un’operazione di verità. Il modello di comunicazione è chiaro: prima i numeri, duri e spietati; dopo i messaggi per dialogare con la popolazione e incoraggiare i cittadini dello Stato newyorchese ad affrontare la situazione. “Questa cosa la stiamo affrontando tutti insieme. Aiutiamoci gli uni con gli altri”, ha scandito. E ancora: “Ci sono frasi che possono fare la differenza: ti voglio bene, mi manchi, vorrei che fossi qui, mi dispiace per quello che stai passando. Diciamole”.

Interventi da leader premuroso, a una distanza siderale dalla sprezzante indifferenza du Trump che si accontenterebbe di un bilancio di “al massimo 100mila morti”. Ma il governatore di New York è anche attento agli aspetti concreti: vuole le attrezzature per salvare gli ammalati, ventilatori su tutti. “Cosa me ne faccio di 400 respiratori quando ce ne vogliono 30mila. Li scegliete voi i malati da far morire?”, ha attaccato in una dichiarazione.

Biden e Trump: la variabile Andrew Cuomo

Donald Trump (foto di Gage Skidmore tratta da Wikipedia)

L’impatto sulle elezioni è tutto da definire. Ma di sicuro Cuomo rappresenta una preziosa risorsa per i democratici, che con l’epidemia di Covid-19 vedono un Trump di nuovo battibile. Eppure appare impossibile immaginare Cuomo come il jolly da calare sul tavolo della competizione, nonostante gli auspici social. Il candidato in pectore, Joe Biden, sta godendo perciò di questi due fattori inattesi: la sospensione delle primarie, perché Bernie Sanders avrebbe voluto ancora dare battaglia (salvo poi optare per la rinuncia), e le difficoltà del suo eventuale avversario alle presidenziali.

L’ex vicepresidente può, ora, ricevere addirittura l’endorsement più importante, quello di Cuomo. Un’intesa tra esponenti dall’establishment democratico che può rendere improvvisamente credibile la corsa alla Casa Bianca. Con il governatore di New York che resterà al suo incarico, ma svolgendo una funzione propulsiva. Del leader anti-Coronavirus.

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