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Andrea Giani: educazione e cultura per sostenere l’ambiente ed il suo sviluppo

Andrea Giani è stato uno dei più forti giocatori di pallavolo di sempre: con Parma e Modena ha vinto tutto a livello di club. E fa parte della “generazione di fenomeni” che è stata la Nazionale italiana degli anni’90: quella che ha vinto tre Mondiali consecutivi (’90,’94,’98), due argenti (’96 e ’04) ed un bronzo (2000) olimpici, 4 Europei e tante World League ed altro.

Dal 2007 fa l’allenatore (Modena, Roma, Verona, nazionali della Slovenia e della Germania, Milano) e dalla scorsa estate è tornato a Modena. Dove la sua vita a preso “un’altra strada” dice a Impakter Italia. “Nel vero senso della parola un’altra strada. La qualità della vita che ho adesso è molto diversa da prima. L’utilizzo dell’automobile è il primo segnale tangibile. Fino allo scorso anno facevo circa 70 mila chilometri all’anno. Mi sono informato per una macchina combo ma ho scoperto che sono costose. Così come le elettriche che comunque per le autostrade non rispondono alle mie necessità. A Modena posso usare la macchina molto meno perché per andare al palazzetto o girare la città uso la bici che amo molto oppure uno scooter”.

Andrea Giani durante un’amichevole “vecchie glorie” in Polonia

Questo perché vive in una città di medie dimensioni però…

Certo in Emilia sulle questioni ambientali siamo molto avanti specie per quanto riguarda i servizi pubblici offerti alle persone. Ma nei due anni in cui ho allenato a Milano ho apprezzato i cambiamenti di quella città in questo senso. Quindi volendo si può fare dovunque. Ed è a questo che io guardo molto: cosa mi offre una città in termini di servizi”.

Secondo lei cosa possono fare le persone per aiutare a migliorare la qualità della vita?

Prima di tutto credo che le persone che sono al vertice delle istituzioni diano il buon esempio  come dovrebbero fare anche in questi tempi difficili che stiamo vivendo. Per esempio diffondendo sempre di più la cultura, quella del vivere civile, l’educazione civica in modo che tutti si sentano responsabilizzati davvero ad assumere comportamenti virtuosi. Solo attraverso questo passaggio il nostro paese può crescere. Per quello che mi riguarda io sono un convinto assertore della raccolta differenziata, non butto niente per terra, mi comporto in modo civile, e faccio attenzione agli sprechi. “

In questo senso una riflessione sul momento che stiamo vivendo?

Apprezzo le battaglie tipo quella di Greta anche perché rispetto ai miei tempi della gioventù per certi versi sono più facili grazie ai tanti mezzi di comunicazione a disposizione. Poi però decidono i poteri forti che indirizzano anche le scelte dei consumatori. Eppure questo stop ci dimostra che in sole cinque sei settimane la qualità dell’aria, delle acque, del paesaggio è totalmente cambiata. Non possiamo chiudere tutto per sempre ma dovremmo riflettere ed agire di conseguenza rispetto a questo rapporto causa-effetto”.

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