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Ancora una emergenza nello Yemen

L’Obiettivo 4 dell’Agenda 2030 mira a garantire a tutti i bambini della terra istruzione di qualità e opportunità di apprendimento. Sono oltre due milioni però, segnala UNICEF, i bambini che in Yemen sono esclusi oggi dal percorso scolastico per motivi legati alla povertà o a causa del conflitto che nel paese mediorientale va avanti da sei anni.

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La situazione dei bambini in Yemen

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CREDITI IMMAGINE: Felton Davis via Flickr

I dati sulla profonda condizione di disagio e pericolo dei bambini in questo stato del Medioriente sono drammatici: secondo il report pubblicato da Unicef nel luglio del 2021 in Yemen sono 3336 i bambini che sono rimasti vittime del conflitto dal 2015, e circa 400.000 soffrono di malnutrizione acuta nel paese. 10,2 milioni di bambini yemeniti hanno necessità di cure mediche al momento e 9,58 milioni non hanno accesso ad acqua pulita o non hanno la possibilità di vivere in condizioni igienico-sanitarie adeguate. Circa l’85% dei minori vive sotto la soglia di povertà e circa la metà dei bambini soffre di arresto della crescita (45,5%) per mancanza di alimentazione adeguata, acqua potabile, cure mediche e assistenza sanitaria. L’assenza di un sistema educativo adeguato peggiora ulteriormente questa situazione.

“Istruzione interrotta”yemen bambini

CREDITI IMMAGINE: Julien Harneis via Flickr

 

Istruzione interrotta” (Education Disrupted) è il titolo del report pubblicato recentemente da Unicef, che riporta i dati e le testimonianze dirette degli yemeniti. In un paese in cui mancano cibo, acqua e cure mediche, la mancanza di un sistema educativo adeguato non è un fatto per nulla secondario. L’assenza di possibilità educative ha infatti dei risvolti negativi sulla vita dei bambini in Yemen rendendo la loro situazione ancora peggiore. Il fatto di non poter andare a scuola provoca infatti aumento del lavoro minorile: già il 17% dei bambini yemeniti ne è vittima. Oltre a ciò, si verifica anche l’incremento dei matrimoni precoci soprattutto nelle ragazze: il 72,5% delle ragazze yemenite si sposa infatti prima dei 18 anni. La distruzione del sistema educativo è causa anche dell’accentuarsi del fenomeno del drop-out e la difficoltà di reinserirsi nel percorso scolastico una volta che il conflitto sarà terminato. Non solo: UNICEF ha stimato che dall’inizio del conflitto ben 3600 bambini sono stati reclutati dalle forze armate e da gruppi armati per unirsi ai combattimenti, creando dei veri e propri bambini-soldato. Lo studio segnala anche che dal 2015 a oggi sono stati 465 gli attacchi militari alle scuole, e che 2507 scuole sono state danneggiate o distrutte dalla guerra. La situazione è in peggioramento: se nel 2015 all’inizio del conflitto erano circa 890.000 i bambini fuoriusciti dal percorso scolastico, oggi sono circa il doppio, oltre due milioni.

 

Gli insegnanti

Il problema della mancanza di educazione per i più piccoli è anche dovuto dal fatto che circa due insegnanti su tre non percepiscono più lo stipendio per via della guerra (si tratta di oltre 171 mila docenti). Ciò fa sì che per provvedere alla propria famiglia, gli insegnanti yemeniti devono abbandonare l’insegnamento per trovare occupazioni alternative. Nel report di UNICEF è significativa la testimonianza di Mohammed Yahya, che era da vent’anni docente presso la capitale San’a e ha dovuto iniziare a guidare un taxi per mantenersi: “Gli studenti sono addolorati dal fatto che gli insegnanti debbano abbandonare il loro lavoro. Ciò porterà alla distruzione del sistema dell’istruzione, e quando si disgrega quello, crollano anche i valori fondamentali, collassa tutta la nazione. Spero che le autorità si dedicheranno presto alla situazione degli insegnanti, che sono alla base di ogni società e di qualsiasi progresso”.

 

Il problema della pandemia

Il danneggiamento e la distruzione delle scuole e la mancanza di insegnanti hanno fatto sì che sempre più studenti, quelli che ancora hanno la possibilità di studiare, si radunassero per seguire le lezioni in un numero sempre minore di scuole. Oltre a essere un problema per la qualità dell’apprendimento, ciò rende molto difficile anche rispettare le norme di distanziamento sociale per la pandemia di Covid. Il fatto anche che le scuole abbiano chiuso a causa della pandemia per molti mesi, ha reso difficile per tantissimi ragazzi in condizioni economiche disagiate poter seguire le lezioni da remoto, per la mancanza di strumenti come computer o tablet.

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