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Anatomia di una città allo sbando: Roma

Smart city, città sostenibili, sviluppo sostenibile. Progettare in modo diverso. Ormai sono queste le parole d’ordine per programmare il futuro. Un futuro molto prossimo. Eppure Roma, una città bellissima, carica di secoli di storia, di monumenti, di opere d’arte, sembra essersi smarrita. Confusa, come colpita da una terribile malattia, un cancro che la corrode dentro. Traffico caotico senza più regole, piena di immigrati che invece di rappresentare una ricchezza, una opportunità, raccolgono solo le paure dei cittadini frastornati da messaggi incoerenti che vengono dalla politica. Infine, ultimo ma non per ultimo, il problema rifiuti. Roma è ormai, in molti quartieri, una discarica a cielo aperto.

Il posto di osservazione migliore per vedere questo sfracelo a 360 gradi è la redazione Cronaca del più importante giornale della Capitale d’Italia. Ernesto Menicucci è il Caporedattore della Cronaca di Roma de Il Messaggero.A lui ci siamo rivolti per avere una versione realistica dei fatti come appaiono ai cittadini.

La situazione rifiuti a Roma è così brutta come si legge?

“Peggio. La gente ormai non cerca nemmeno lo spazio per gettare i rifiuti nei cassonetti – spazio che non c’è nemmeno in realtà – quindi butta per terra ed in alcune zone della città sta dando fuoco ai cassonetti perchè crede sia l’unica soluzione possibile per evitare guai peggiori”.

Bruciare i rifiuti in modo non controllato però è dannoso o no?

“Certo! Non sono un tecnico ma credo proprio che questo “fai da te”  sia il modo più sbagliato di smaltire. Ritengo che l’allarme sanitario non ci sia ancora, almeno conclamato, ma forse ci stiamo avvicinando a grandi passi soprattutto se rimane questo immobilismo di tutti. Sgombrerei il campo da un luogo comune: non mi pare che in questo caso ci sia la mano della delinquenza organizzata come da altre parti anche se sappiamo benissimo che sui rifiuti c’è un business illegale da miliardi di euro”.

La situazione di Roma non è scoppiata adesso a giugno 2019, e forse non ha un solo colpevole. Ma come ci siamo arrivati?

“Io con questa storia del nessuno colpevole tutti colpevoli non vado molto d’accordo. In particolare su questo caso. Quando nel 2016 fu giustamente chiusa, lo ribadisco a scanso di equivoci, giustamente chiusa, la discarica di Malagrotta, bisognava da subito aver pronta un’alternativa tanto da parte della giunta Marino quanto da parte della subentrante giunta Raggi. Invece si è spinto a mille all’ora sulla raccolta differenziata – benissimo – senza preoccuparsi di dove conferire, nel frattempo,  i rifiuti. Quando a dicembre del 2018 è andata a fuoco il TMB Salario dell’Ama è rimasta solo la discarica di Rocca Cencia che ora è più che stracolma. Io direi che la mano pubblica ha più di una responsabilità”.

Qual è la connotazione di questa emergenza rifiuti romana?

“Il fatto che questa sia una città non governata. In tanti aspetti. E che quindi i problemi esplodano e non dico che nessuno li risolva ma addirittura che nessuno ci mette le mani. L’Ama in tre anni ha cambiato – per mano del Campidoglio – sei AD il che vuol dire uno ogni sei mesi cioè nemmeno il tempo di rendersi conto di che azienda si tratta. Il Comune di Roma da mesi non ha un assessore ai rifiuti. E’ tutto fermo. La città è una giungla nel senso che anche l’erba sta crescendo in mezzo alle strade”.

La sfida di Roma sostenibile sembra in salita vista in questo momento

In questo momento non ce n’è traccia. Scusami ma ora ti devo lasciare…mi stanno chiamando dalla redazione credo sia successo qualcosa, ne riparliamo magari…”

 

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