Back

Amazzonia: la mobilitazione (ma attenzione alle foto fake)

La questione Amazzonia è diventata un’emergenza globale con tanto di tensioni diplomatiche. Gli incendi che stanno devastando l’Amazzonia, da sempre nota come il polmone della Terra (come spiega in questo articolo Eduardo Lubrano), hanno infatti sollevato le proteste del presidente francese, Emmanuel Macron, contro il suo omologo brasiliano, Jair Bolsonaro. E addirittura adesso si parla di possibili sanzioni verso l’amministrazione di Brasilia, ritenuta colpevole di aver abbassato la guardia sull’assalto alla foresta e sui controlli verso chi appicca volutamente i roghi per sfruttare quei terreni per i pascoli o per le colture.

Un’illustrazione per sensibilizzare sugli incendi in Amazzonia

La tutela dell’Amazzonia non è un problema solo nazionale (come raccontavamo in questo articolo su Impakter Italia), al contrario di quanto ha sempre sostenuto il presidente del Brasile: è una priorità mondiale. Per questo le fiamme che bruciano ettari ed ettari di alberi, alterando gli equilibri naturali e distruggendo intere specie, hannp scatenato una mobilitazione internazionale. Migliaia di persone hanno iniziato un’opera di sensibilizzazione sull’onda degli interventi di personalità come il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, e della paladina ambientalista, Greta Thunberg.

Gli hashtag #PrayforAmazonas e #SosAmazonas

Sui social, in particolare su Twitter, decine di migliaia di utenti hanno usato l’hashtag #PrayforAmazonas (una preghiera per l’Amazzonia) e#SosAmazonas per manifestare lo sdegno verso quanto sta avvenendo. Gli attivisti dei Fridays for Future hanno promosso un tam tam social con risultati importanti in termini di informazione. Su change.org ha preso quota una petizione che chiede espressamente di prevenire, in generale, la deforestazione dell’Amazzonia, oltre ai casi di questi giorni.

Una delle foto che più sta girando sul web

La campagna di sensibilizzazione ha favorito così il sostegno ai vari progetti che puntano a tutelare il polmone della terra, come quello di Rainforest Action Network, denominato Protect on Acre, o un altro del Wwf per salvaguardare le biodiversità. L’impegno sul web è comunque sfociato nelle proteste reali. Di fronte alle ambasciate e ai consolati brasiliani di varie città nel mondo si sono raccolte migliaia di persone per chiedere a Bolsonaro un intervento deciso. E soprattutto per pretendere delle politiche di tutela della foresta. Insomma, una serie di scioperi sul modello dei #GlobalStrike per l’ambiente.

Molti artisti hanno fatto dei disegni da diffondere sul web per portare avanti l’opera di informazione sul disastro naturale in Amazzonia. E c’è chi traccia il parallelo sulla mobilitazione, declinata sulla raccolta fondi, sul rogo che ha distrutto la Cattedrale di Notre Dame di Parigi.

Le foto fake degli incendi in Amazzonia

L’impegno per denunciare lo scempio degli incendi si è però imbattuto in un problema: la diffusione di alcune foto shock, che però sono dei fake. La più nota, che è circolata su tanti profili social, è quella del giaguaro che abbraccia un soldato in acqua. L’immagine risale infatti al 2016 durante un’esercitazione fatta dai militari nella foresta amazzonica, ma è appunto un fatto di tre anni fa.

Falsa, o meglio scorrettamente decontestualizzata, è la foto della scimmietta disperata che in realtà è stata scattata, nel 2017, in India. Il coniglio carbonizzato è un’altra immagine che ha sollevato rabbia e sdegno, ottenendo molte condivisioni: quel dramma riguarda però gli incendi che hanno flagellato la California nel 2018. Infine, risulta fake anche un’altra foto molto presente sui social nelle ultime ore: ritrae un incendio dall’alto, ma è un’immagine che circola da svariati anni.

Alcune delle foto fake sugli incendi in Amazzonia

Insomma, attenzione a condividere le immagini, perché potrebbero favorire la contro-propaganda di chi vuole minimizzare gli eventi. E d’altra parte se questi scatti non veritieri rispetto agli incendi in Amazzonia, che sia in India o in Amazzonia, raccontano comunque degli scempi compiuti dall’uomo verso l’ambiente.

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy. Privacy policy

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito.I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito.Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

Chiudi Popup