Back

Amazzonia sotto attacco, Bolsonaro dà via libera alla deforestazione

L’Amazzonia è sotto attacco. La foresta tropicale più grande del mondo sta continuando a perdere ettari di bosco, a causa di un mix di politiche volute dal presidente del Brasile, Jair Bolsonaro. Ed è notizia di questi giorni di una rinnovata azione contro le popolazioni indigene. Lo scorso 23 luglio, Emrya Wajãpi, leader degli indigeni, è stata uccisa ad Amapá, una regione nell’estremo nord del Brasile, al confine con la Guyana francese.

Un assalto in piena regola che si colloca in continuità con le politiche aggressive del capo dello Stato brasiliano. Tanto che l’ex presidente del Cile e attuale Alto commissario dei diritti umani per l’Onu, Michelle Bachelet, ha fatto sentire la propria voce: “L’omicidio di Emrya Wajãpi, leader degli indigeni Wajãpi, è tragico e riprovevole a tutti gli effetti ed è anche un sintomo inquietante del crescente problema di invasione nelle terre indigene – in particolare le foreste – da parte di minatori, taglialegna e agricoltori in Brasile”. Un allarme che riecheggia forte e chiaro, quindi.

Michelle Bachelet, Alto Commissario dell’Onu per i diritti umani

L’aggressione all’Amazzonia

L’attenzione si è quindi focalizzata sull’operato di Bolsonaro. Già nella campagna elettorale il leader dell’ultradestra aveva promesso politiche iper liberiste e poco attente ai vincoli ambientali: l’obiettivo primario resta infatti la crescita economica, indipendentemente dalla modalità con cui si persegue. L’Istituto Nazionale per la Ricerca Spaziale (Inpe) ha puntato il dito contro la deforestazione dell’Amazzonia, scatenando la replica del presidente brasiliano che ha bollato come bugie il report dell’Inpe. Eppure i dati dei ricercatori parlano di oltre mille ettari distrutti nelle prime due settimane di luglio e della distruzione di 3.444 chilometri quadrati di alberi da quando c’è stato l’insediamento di Bolsonaro alla guida del Paese.

L’Istituto ha raccolto delle immagini satellitari per fare un confronto: difficile provare il contrario. Così le smentite del capo di Stato non riescono a essere rassicuranti. Anche perché la foresta è il più noto dei “polmoni verdi” del pianeta e una ricchezza inestimabile in termini di biodiversità. Questa “aggressione”, proprio mentre si moltiplicano le preoccupazioni sull’emergenza climatica, è perciò una questione globale. Di certo non può essere derubricata a una battaglia locale, nonostante Bolsonaro abbia affermato “l’Amazzonia è nostra” per invitare gli altri Paesi e le Istituzioni internazionali a non preoccuparsi del problema. E sostanzialmente a farsi gli affari propri in un’ottica che in Europa definiremmo “sovranista”. Perché di fatto il presidente Bolsonaro, con le peculiarità brasiliane, è molto allineato a questa visione.

Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro

Quali politiche sulla deforestazione dell’Amazzonia?

Bolsonaro non ha ovviamente mai incitato alla deforestazione. Ma ha seguito delle politiche che l’hanno favorito, andando in controtendenza rispetto a quel che è necessario per tutelare l’equilibro del pianeta: il taglio ai fondi della più importante agenzia per l’ambiente è stato un segnale chiaro. Inoltre, i controlli e le sanzioni sono calati verso minatori e taglialegna. Questa strategia ha capovolto quanto fatto dai governi brasiliani negli ultimi anni, in particolare all’inizio del Duemila. Chi agisce abusivamente contro la foresta è consapevole di poter essere scoperto con minore facilità rispetto a qualche tempo fa: agisce con meno patemi. E su questa ambiguità si muove la politica anti-Amazzonia di Bolsonaro: non ammettere il disboscamento, ma limitare le sanzioni verso chi abbatte gli alberi.

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy. Privacy policy

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito.I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito.Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

Chiudi Popup