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Alluvione allagamento dissesto idrogeologico

Alluvioni e frane: il dissesto idrogeologico miete vittime e costa miliardi

Un rischio quotidiano, che travolge vite umane, distrugge case e realtà produttive. L’alluvione e le frane che negli ultimi giorni hanno colpito in particolare Piemonte e Liguria non sono certo una novità: ogni anno l’Italia paga un conto pesante, in termini di vittime oltre che di ingenti danni, al dissesto idrogeologico. Uno dei punti fondamentali da affrontare in ottica di uno sviluppo sostenibile. A questo problema si aggiunge quello dell’emergenza climatica, che rende gli eventi meteorologici sempre più violenti, come testimonia il fenomeno delle cosiddette bombe d’acqua.

Di fronte a uno scenario del genere “non è certamente estraneo il fatto che il territorio è stato reso più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono che negli ultimi 25 anni ha fatto sparire oltre un quarto della terra coltivata (-28%) con la superficie agricola utilizzabile in Italia che si è ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari”, denuncia la Coldiretti. Uno spunto a impegnarsi contro il consumo del suolo.

Dissesto idrogeologico: il 91% dei Comuni a rischio

Il Rapporto dell’Ispra 2018 (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) aveva già descritto la situazione senza troppi giri di parole, in relazione alle frane. “I Comuni interessati da aree a pericolosità da frana P3 e P4 e/o idraulica P2 sono 7.275 pari al 91,1% dei comuni italiani. La superficie delle aree classificate a pericolosità da frana P3 e P4 e/o idraulica P2 in Italia ammonta complessivamente a 50.117 km2 pari al 16,6% del territorio nazionale”, si legge nel dossier. La traduzione è semplice: oltre il 90% del territorio nazionale è a rischio. È evidente che in questo contesto ci sono regioni con il 100% di Comuni che sono considerati aree a elevata pericolosità: Valle D’Aosta, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Molise, Basilicata e Calabria sono quelle indicate dall’Ispra.

Nel dettaglio “la popolazione a rischio frane in Italia residente nelle aree a pericolosità elevata e molto elevata ammonta a 1.281.970 abitanti, pari al 2,2% del totale”. Campania, Toscana, Emilia-Romagna e Liguria sono quelle che vedono principalmente a repentaglio i proprio abitanti. In generale, secondo l’Istituto, “l’Italia è uno dei paesi europei maggiormente interessati da fenomeni franosi, con 620.808 frane che interessano un’area di 23.700 km2, pari al 7,9% del territorio nazionale”. Le conseguenze sono devastanti: prima di tutto ci sono spesso vittime. E poi arrivano anche i danni economici. Perché il rischio frane riguarda oltre 80mila realtà produttive con almeno 217mila addetti a cui le colate di fango possono spazzare via il posto di lavoro. 

Il dissesto idrogelogico che colpisce la Liguria

Due milioni di italiani a rischio alluvione

Sulla questione del dissesto idrogeologico, altrettanto allarmante è il problema delle alluvioni: 2 milioni di italiani vivono con un rischio di alluvione elevato, ossia con una ciclicità di ritorno compresa tra i 20 e i 50 anni. Come se non bastasse oltre un milione e 300mila edifici possono essere toccati da alluvioni. In questo caso, riporta l’Ispra, Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Lombardia e Piemonte presentano il numero più elevato di edifici a rischio alluvioni”.

La Coldiretti, peraltro, chiede di non “dimenticare che la tendenza alla tropicalizzazione con il moltiplicarsi di eventi estremi è costato all’agricoltura italiana oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti”.

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