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Al popolo non far sapere……

Sorpresa! Il populismo disconosce il popolo e lo censura, quando il popolo non applaude, e anzi protesta con forza e in grande numero. Questa è l’impressione che si è avuta nell’ultima settimana, quando su gran parte della stampa italiana e sulla TV di Stato, con ritardo e malcelato imbarazzo sono arrivate immagini, testimonianze e analisi delle proteste di piazza in Ungheria contro la deriva autoritaria del governo di Viktor Orban, il campione del populismo idolatrato da tutte le destre nazionaliste, xenofobe e antieuropeiste del Vecchio Continente. Solo dopo molti giorni i media italiani hanno iniziato a coprire in modo adeguato un fenomeno che sta assumendo dimensioni enormi e preoccupanti.

La parola “popolo” ricorre ossessivamente nella propaganda di Viktor Orban e di tutti i suoi emuli. Non fanno eccezione Capitan Salvini e l’uomo della Casaleggio Associati, Luigi Di Maio. “Governo del popolo” e “manovra del popolo”, “il popolo è con me”, sono solo alcune delle tante espressioni che siamo abituati a sentire nell’era gialloverde. Il tutto condito con la santificazione dell’incompetenza, della violenza verbale e dell’odio, e l’abiura del merito, della ragione e perfino della scienza; e giustificato dall’investitura popolare, trasformata dall’onnipresente propaganda filogovernativa in diritto soprannaturale a fare praticamente “di tutto di più”.

Non aiuta a ridimensionare la situazione l’assoluta sudditanza della sinistra massimalista verso questa brutta aria. Da quelle parti, oltre a solenni atti d’accusa verso il governo Salvini-Di Maio, lanciati dai comodi salotti televisivi, di fatto si sono spese, si stanno spendendo, e a quanto pare si vogliono spendere in futuro, tutte le energie nella lotta contro la nascita di un’alternativa politica che non sia più ostaggio del correntismo, del rancore personale, della salvaguardia delle rendite d’apparato, della svendita dei giovani e di tutti quei vizi “de sinistra” che hanno fatto dell’Italia il balocco prima di Berlusconi e oggi di Grillo e Salvini. Prova ne è la voglia malcelata della sinistra-sinistra e di parte del PD di allearsi coi grillini, i primi per risorgere dall’oblìo, i secondi per sfuggire alla prova del voto con la propria faccia, che certificherebbe la mancanza di truppe dei tanti sedicenti generali che affollano il Nazareno. A quanto pare, l’unica prospettiva dei nostrani “indignados” è continuare a essere l’assicurazione sulla vita della peggiore destra dal dopoguerra a oggi.

Ora, Viktor Orban, che fonda la sua fortuna sulla guerra all’Europa ma vive dei fondi europei, è messo sotto accusa da una larga parte del suo “popolo”, lo stesso che lui, almeno fino a ieri, di fatto diceva di considerare il suo unico interlocutore. Finalmente, tutto questo lo possiamo vedere anche sui media italiani e sulla RAI, pagata dagli Italiani. Ma mi raccomando, senza alzare troppo la voce e facendo subito penitenza! Sennò Salvini e Di Maio si offendono.

Red

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