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Agritessuti chi sono e cosa fanno le “Donne in campo” per la moda sostenibile

Agritessuti. Una produzione sana di cotone, canapa, lino e seta fino ad arrivare alla messa in opera a livello artigianale. Cioè il nuovo modo di dare alla moda quella spinta definitiva per entrare nel canale della sostenibilità, una spinta non più rimandabile, dalla produzione dei tessuti a quella dei vestiti.  Agritessuti, un progetto futuribile? Tutt’altro :”E’ una filiera tutta da costruire, ma di cui abbiamo il know-how, considerata la vicinanza tra le donne e la tradizione tessile, nella storia e ancora oggi – dice la presidente nazionale di Donne in Campo -Cia Pina TerenziPer questo, ribadiamo la necessità di dare vita a tavoli di filiera dedicati al ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, a sostegno della produzione di fibre naturali, a cui andrà affiancata la creazione di impianti di trasformazione, diffusi sul territorio e in particolare nelle aree interne, per mettere a disposizione dell’industria e dell’artigianato un prodotto di qualità, certificato, tracciato e sostenibile

Chi è Donne in Campo

L’Associazione ha sede in tutte le regioni italiane, nei capoluoghi regionali proprio come la Confederazione Italiana Agricoltori. Ed anche dell’alimentare si occupa. Agricatering, per esempio, è un’idea per servire in tavola i prodotti coltivati dalle nostre agricoltrici per assaporare le ricette della tradizione, in particolare quelle legate alle culture rurali e alla biodiversità locale.

T0rnando alla moda, proprio la Cia ha calcolato che la produzione di lino, canapa, gelso da seta, oggi coinvolge circa 2.000 aziende agricole in Italia, per un fatturato di quasi 30 milioni di euro con le attività connesse. “Se questa filiera degli Agritessuti venisse incoraggiata – dicono le Donne in Campo – questa cifra potrebbe triplicare già nel prossimo triennio. Per esempio, coinvolgendo nell’immediato le 3.000 imprese produttrici di piante officinali, alcune anche tintorie, come lavanda e camomilla, allargandone il campo e associando la tintura dagli scarti dell’agricoltura come le foglie dei carciofi, le scorze del melograno, le bucce della cipolla, i residui di potatura di olivi e ciliegi, i ricci del castagno”.

L’ethical designer Eleonora Riccio che ha presentato la sua capsule collection, spiega :” Per quanto mi riguarda oltre ad avvalermi degli Agritessuti e quindi della collaborazione con Donne in Campo e Cia utilizzo delle tinture naturali con l’estrazione del pigmento e attraverso frutta, ortaggi, radici, fiori, bacche e foglie, dall’avocado alla cipolla fino al cavolo rosso, tingo questi tessuti con cui realizzo abbigliamento”.

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