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Agenda ONU 2030: obiettivi 1,4 ed 8 a forte rischio Covid

Agenda ONU 2030: obiettivi 1,4 ed 8 a forte rischio Covid. Vuol dire che tra i 17 che compongono l’Agenda dell’ONU per salvare il mondo, quelli che riguardano “Povertà zero”,“Istruzione di qualità” e soprattutto  “Lavoro dignitoso e crescita economica” sono i più incerti nel raggiungimento del loro fine nel mondo. La pandemia ha cambiato le nostre vite, ha rallentato alcune azioni, ha distratto fondi e risorse dagli obiettivi e secondo la Fondazione Eni Enrico Mattei  che ha prodotto il “Rapporto Covid-19 & SDGs: la pandemia impatta i target degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile?uno dei risultati più drammatici è questo.

E proprio mentre il Segretario Generale dell’ONU Antonio Guterres ha accolto con favore i progressi compiuti dai governi che hanno iniziato a integrare gli SDG nelle loro politiche nazionali, dall’altro lato ha affermato che i conflitti mortali, la crisi climatica, la violenza di genere e la persistente e crescente disuguaglianza stanno frenando tutti.

Abbiamo solo dieci anni per salvare il mondo – ha detto Guterres – Dobbiamo intensificare i nostri sforzi. Ora“.

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Che succede nel mondo

Gli Stati membri dell’ONU si sono impegnati a mobilitare finanziamenti, a migliorare l’attuazione nazionale e a rafforzare le istituzioni per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, senza lasciare nessuno indietro.

Tuttavia, con l’inizio di un nuovo decennio, è evidente che è necessaria molta più azione. Pochissimi Paesi hanno fatto i cambiamenti necessari per mantenere le promesse fatte. “È necessario pensare a nuovi modi per accelerare l’azione degli SDG per coloro che sono ancora indietro nel raggiungimento degli obiettivi” ha detto il presidente dell’Assemblea generale dell’ONU Tijjani Muhammad-Bande Il Summit degli Obiettivi Sostenibili dell’anno scorso – il primo dall’adozione dell’Agenda 2030 – ha portato nuovi appelli all’azione e a piani concreti per tornare in pista.

I leader mondiali hanno chiesto un decennio di azione per raggiungere gli SDG entro il 2030 e hanno annunciato più di 100 “azioni accelerate” – impegni volontari per accelerare i progressi. Saranno necessari miliardi di dollari, quindi le partnership a tutti i livelli della società, ma in particolare con i gruppi emarginati, saranno fondamentali. Per esempio?

La più grande “Lezione” del mondo in Nigeria insegnerà a circa 500.000 bambini gli obiettivi dell’Agenda.

La Svezia si è impegnata a raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette di carbonio entro il 2045.

Il Messico si impegna a sradicare la povertà energetica entro il 2024.

Il Regno Unito terminerà il suo contributo al cambiamento climatico entro il 2050.

L’Università di Beirut creerà una comunità di ricerca per raggiungere lo SDGS nelle risorse rinnovabili in Medio Oriente.

Ho percepito un ampio riconoscimento del fatto che siamo fuori strada per raggiungere gli Obiettivi entro il 2030 e una reale determinazione a rimetterci in carreggiata” sostiene il vice segretario generale dell’ONU Amina Mohammed.

Il cambiamento climatico è una barriera importante per quasi tutti gli obiettivi e The Heat is On, un rapporto dell’UNDP e dell’ONU sul cambiamento climatico in vista del vertice di azione per il clima, trova che ci sono segnali promettenti da tutti gli angoli del globo, anche dalle nazioni più vulnerabili che stanno già sentendo gli effetti negativi del cambiamento climatico.

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La situazione in Italia

Il rapporto ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo sostenibile) 2020 sullo stato di avanzamento dei 17 obiettivi nel nostro Pese non restituisce un quadro particolarmente favorevole. Secondo tale rapporto nove obiettivi hanno registrato un peggioramento, ma in particolar modo sembra essere molto grave la situazione  della maggior parte dei 21 Target (ogni obiettivo ne ha diversi per un totale di 169)) con scadenza al 2020 che sono molto lontani dal loro raggiungimento.

Dal rapporto ASviS ecco i Target di particolare interesse sui quali siamo indietro:” la riduzione del numero di giovani che non studiano e non lavorano, la definizione di piani organici per aumentare l’occupazione giovanile, il dimezzamento dei morti e dei feriti per incidenti stradali, la predisposizione da parte delle città di piani per fronteggiare emergenze ambientali e non solo, la protezione, ripristino e uso sostenibile degli ecosistemi marini e terrestri anche a garanzia della disponibilità di acqua, la disponibilità di reti a banda larga per famiglie e imprese. Peraltro, nonostante l’impegno dell’Istat per la misura degli SDGs, per alcuni dei Target non si dispone dei dati necessari per monitorare l’evoluzione nel tempo dello stato del nostro Paese.

 

 

 

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