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Guerra minori bambini Afghanistan Siria

In Afghanistan, sotto le bombe, muore un bambino ogni dodici ore

In Afghanistan si continua a morire per la guerra: in nove mesi sono oltre 500 i bambini uccisi dalle bombe. Una media di due al giorno. Dietro i tentativi di arrivare a una pace duratura, infatti, il conflitto vive nella realtà un pericolo di recrudescenza. La realtà racconta di un bilancio allarmante. “La guerra in Afghanistan ha ucciso almeno 553 bambini finora nel 2020. Più di 1.295 minori sono stati feriti e molti di loro hanno ferite di cui porteranno i segni per la vita”, afferma Chris Nyamandi, Direttore di Save the Children in Afghanistan.

Le sue osservazioni arrivano sulla base dei nuovi dati forniti dalle Nazioni Unite. Stando ai dati dell’Onu, quest’anno nel conflitto afghano sono stati uccisi o mutilati in totale quasi 1.900 bambini in meno di un anno. “È positivo – aggiunge Nyamandi – che quest’anno ci sia stata un’apparente riduzione dei decessi. Ma l’Afghanistan è ancora uno dei posti peggiori al mondo in cui essere un bambino”.

I numeri del 2020

Guerra morte distruzione

Foto di ImaArtist da Pixabay

I numeri contrastano quindi con gli sforzi diplomatici per far cessare, una volta per tutte, la guerra. Che rappresenta un macigno su qualsiasi sbocco verso l’aumento dei diritti e un miglioramento della qualità della vita. Tra l’1 gennaio e il 30 settembre 2020, la Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (Unama) ha documentato 5.939 vittime civili, di cui 1.848 (553 uccisi, appunto, e 1.295 feriti) erano bambini, quasi un terzo di tutte le vittime.

Certo, il numero totale di vittime civili ha segnato una riduzione del 30% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ed è la prima volta in cinque anni che l’Unama ha registrato un numero inferiore alle 2mila vittime. Ma l’ottimismo non è certo in crescita: gli analisti hanno osservato un incremento dell’intensità del conflitto in 26 regioni del Paese, dove spesso le autorità governative non riescono a esercitare funzioni di controllo. Di fatto i talebani stanno riconquistando queste porzioni di territorio.

I danni collaterali sui minori

Non c’è solo l’impatto diretto sui minori. “Questa spaventosa perdita di vite umane e queste lesioni sono gravi fungono da forte promemoria del pesante tributo che il conflitto continua a far pagare agli innocenti. Anche scuole e ospedali sono stati danneggiati o distrutti nel conflitto, insegnanti e personale medico sono stati uccisi. Ciò ha avuto un profondo impatto su un’intera generazione di giovani che hanno sempre conosciuto la guerra e la cui istruzione è stata rovinata”, osserva ancora Nyamandi.

Save The Children ha lanciato un ulteriore allarme, attraverso la testimonianza di una giovane: “Quando scoppiano i combattimenti, nessun posto è sicuro nel nostro villaggio, ma casa è comunque meglio che fuori. Ci nascondiamo negli angoli delle stanze”, ha rivelato a Save the Children una ragazza di 14 anni nel distretto di Saayad, Sar-e-Pul Afghanistan.

Lo sforzo per la pace in Afghanistan

L’appello è quello per arrivare a un’intesa che possa riportare il Paese nel percorso dello sviluppo sostenibile, garantendo i diritti basilari. “Chiediamo a tutte le parti in conflitto di concordare un accordo di pace duraturo in modo che le future generazioni di bambini possano crescere in un paese libero dalla paura della violenza, della morte e delle lesioni”, ribadisce Chris Nyamandi. “Questo – conclude l’esponente della Ong – è anche un campanello d’allarme per la comunità internazionale per continuare a investire nel futuro dell’Afghanistan e contribuire a preservare i fragili guadagni nell’istruzione e nella sanità degli ultimi decenni”.

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