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Adolescenti e bambini: quando il vaccino anti Covid?

Adolescenti a bambini forse ci siamo. Potrebbe essere partito il motore che mette in moto la macchina che nel giro di poche settimane renderà possibile la vaccinazione anche per la fascia di età dai 6 ai 12 anni. Perchè giovedì 7 ottobre l’azienda farmaceutica statunitense Pfizer e il suo partner tedesco BioNTech hanno chiesto alla Food and Drug Administration (FDA,  l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, dipendente dal Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti d’America) di autorizzare il loro vaccino contro il coronavirus per uso di emergenza per i bambini dai 5 agli 11 anni.

Secondo una prassi consolidata se questa autorizzazione dovesse arrivare –  e tanto il coordinatore della risposta al Covid della Casa Bianca quanto il presidente della società americana di pediatria se lo augurano – sarà poi l’ente europeo corrispondente della FDA cioè l’EMA (Agenzia Europea per i medicinali) a fare le sue valutazioni per un’eventuale approvazione anche sul territorio del Vecchio Continente.

Il vaccino anti-Covid per i più piccoli  potrebbe essere disponibile a partire da novembre come ha annunciato Franco Locatelli, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico (Cts), perché i vaccini di “Pfizer e Moderna sono vicini all’autorizzazione per i più piccoli, gli under 12″ da parte di Ema. Ma non c’è ancora una data precisa. D’accordo al vaccino Covid per i più piccoli anche l’Associazione degli ospedali pediatrici italiani (Aopi) e la Società italiana di pediatria (Sip) secondo le quali “bambini e ragazzi, anche under 12, hanno tutti il diritto alla tutela della loro salute grazie al vaccino contro il Covid“. Intanto che succede all’estero?

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@piqsels.com

Viaggio in Europa e non solo tra i vaccini “Under”

La premessa d’obbligo è che salvo la questione di carattere generale e cioè che vaccinarsi allo stato dei fatti appare come l’unico modo per combattere la pandemia e che quindi tutti gli Stati europei hanno preso le loro misure, non si possono fare paragoni del tipo “copia-incolla” nè in senso positivo (“eh basterebbe copiare cosa fanno lì…” nè in senso negativo (“hai visto che è successo là…”) perchè ogni paese, ogni luogo ha caratteristiche, fisionomie, risposte immunitarie diverse. E nessuno in Europa per adesso ovviamente sta vaccinando dagli 11 anni in giù, adolescenti e bambini.

Per esempio in Svezia si vaccina tra i 12 e 15 anni solo se si hanno malattie polmonari, asma grave o c’è un grave rischio per altre malattie, mentre in Norvegia il vaccino è stato recentemente esteso tra i 12 e 15 anni, ma solo con la prima dose.

In Germania a giugno la comunità scientifica aveva raccomandato il vaccino tra i 12 e 15 anni ma solo in determinate condizioni di salute. Poi ad agosto, con l’avanzare della variante Delta si è deciso di estenderlo a tutti gli over 12. La Francia ha circa il 66% della fascia tra i 12 e 17 anni immunizzata con una sola dose, e il 52% con due dosi. Da ottobre il green pass è stato esteso anche agli under 18. In Danimarca (12-15 anni) e Spagna (12-19 anni) grande parte della popolazione minorenne è vaccinata almeno con una dose.

Fuori dalla UE ma comunque fisicamente in Europa, il Regno Unito ha deciso di raccomandare il vaccino Pfizer tra i 12 e 15 anni, ma solo con una dose. La Cina invece ha autorizzato, dallo scorso mese di giugno il vaccino Sinovac tra i 3 e 17 anni: anche se il vaccino è volontario, molti governi locali consentono l’ingresso a scuola solo se l’intera famiglia dello studente è vaccinata. Lo stesso vaccino viene somministrato in diversi paesi dell’Asia, Africa e America Latina, come il Cile, dove è stato approvato dai 6 anni in su. L’azienda cinese ha inoltre iniziato le sperimentazioni cliniche del suo vaccino in Sudafrica tra i 6 mesi e i 17 anni

In India si stima che il 60% circa dei bambini sia stato esposto al coronavirus dall’inizio della pandemia e abbia sviluppato una qualche forma di immunità. Ad agosto l’agenzia che regola la questione vaccini ha consentito l’uso di emergenza del vaccino di un’azienda locale, Zydus Cadila, dai 12 anni in su.

 

 

 

 

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