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Michael Burry : padrone dell’acqua?

Acqua: non abbiamo fatto in tempo a celebrare l’edizione 2021 della Giornata Mondiale dell’Acqua che dobbiamo affrontare un argomento molto meno celebrativo ma altrettanto importante.

Alla fine dello scorso anno il Chicago Mercantile Exchange e il Nasdaq – cioè il mercato globale di derivati e il primo esempio al mondo di mercato borsistico elettronico – hanno lanciato sul mercato i Water futures: “contratti che attribuiscono il diritto di utilizzo dell’acqua; si compra oggi al prezzo di borsa e si possono svincolare quando servono, in base alla siccità del periodo o all’acqua di cui si ha bisogno”. Il prezzo viene fissato in base al Nasdaq Veles California Water Index.

L’acqua è l’elemento più diffuso al mondo, occupa circa il 71% di superficie terrestre. Il 96% delle risorse idriche è costituito da acque marine, che non sono per questo utilizzabili così come ghiacciai e acqua immobilizzata. Al dunque ed ai fini del mercato l’1% dell’acqua è utilizzabile il che vuol dire che con con la popolazione in crescita, diventa un bene scarso e prezioso e che, come tutti i beni, ha un valore.

La novità introdotta dai Water futures è che si possono acquistare diritti di utilizzo su volumi di acqua ben precisi, nel momento del bisogno a seconda del capitale investito.

L’uomo che potrebbe diventare il padrone dell’acqua

Il video qui sopra è quello che riporta il momento nel quale il Dr. Michale Burry ha deciso di investire i suoi soldi nei Water futures “Credo che i terreni agricoli – terreni agricoli produttivi con acqua sul posto – saranno molto preziosi in futuro… Ho messo una buona quantità di denaro in questo” era il dicembre del 2020. Sì proprio dottore in medicina ma poi dottore in speculazioni di Borsa. Tutto legale, tutto in regola. E soprattutto, tutto molto geniale.

Ecco il riassunto dell’ascesa del Dr.Burry a Wall Street come lo racconta Valori.it:”  Tra il 2000 e il 2008 si è dedicato alla finanza. Grazie ad una piccola eredità e a dei prestiti ricevuti dalla sua famiglia, vent’anni fa lanciò un fondo. Lo chiamò Scion Capital. E riuscì da subito a guadagnare cifre importanti. Tanto che dal 2005 Michael Burry scelse di tentare il grande salto. Il medico-finanziere aveva fiutato l’affare. Di più: aveva scoperto una falla. Gigantesca. Quella dei prestiti ad alto rischio concessi a milioni di cittadini americani.

Grazie a un’accurata analisi dei prestiti ipotecari, Burry riuscì infatti a prevedere il crollo del sistema del 2007, provocato proprio dall’esplosione della bolla immobiliare negli Stati Uniti. Quei prestiti concessi a milioni di americani erano infatti mutui ipotecari. Per comprare case che quelle persone, in realtà, non si potevano permettere. Ma per le banche il primo obiettivo non era la stabilità del mercato. Era l’aumento dei volumi, la massimizzazione dei profitti, il segno + sul bilancio trimestrale.

Michael Burry intuì tutto in anticipo. Lui, con pochissimi altri, capì che il meccanismo non poteva tenere. Il gigante dai piedi d’argilla che rispondeva al nome di mercato immobiliare americano sarebbe crollato. Non sapeva quando, ma sapeva che sarebbe successo. Era solo questione di tempo”.

Tutto questo è diventato prima un libro scritto da Michael Lewis poi un film piuttosto fortunato, con lo stesso titolo “La grande scommessa” diretto da Adam McKay con un cast straordinario: Christian Bale nei panni di Burry, Ryan Gosling, Brad Pitt per citare solo le stelle più luminose di Holywood.

Problemi ed opposizione

Il rischio della quotazione in Borsa dell’acqua è enorme – Onu e tante Associazioni per i diritti umani stanno facendo una forte opposizione –  perchè non è legata al valore dell’acqua ma a quanta ce ne può essere o meno soprattutto durante l’anno e per questo si comprano tante obbligazioni sulla base di quanta prelazione si vuole avere sull’acqua che si prevede sarà a disposizione

Per esempio le previsioni dicono che entro il 2025 ci sarà molta acqua di meno disponibile. Questo spinge non solo i classici speculatori finanziari, ma soprattutto agricoltori ed industriali ad acquistare il diritto di utilizzo di un ammontare di acqua per continuare la produzione.

Su tutto aleggia il rischio delle speculazioni, proprio come tante altre materie. Il problema dunque è che in caso di spinte speculative, le oscillazioni di prezzo possano diventare molto ampie. Perfino sul principale tra i beni essenziali per l’intera umanità.

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