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Accessibilità a scuola: un diritto per pochissimi

Accessibilità. Secondo il vocabolario Treccani si intende :”La possibilità di facile accesso di un luogo”. La scuola in quanto luogo nel quale viene impartita l’istruzione che è un diritto dell’uomo sancito da ogni Costituzione ed in particolare da quella Italiana, ma anche dall’obiettivo 4 dell’Agenda 2030 dell’Onu per lo sviluppo sostenibile: Garantire un’istruzione di qualità inclusiva ed equa e promuovere opportunità di apprendimento continuo per tutti.

Il 13 settembre riaprono le circa 55 mila scuole statali e paritarie sparse sul territorio ( alle quali vanno aggiunte le circa 13 mila private. Torneranno a scuola milioni di studenti ma per qualcuno non sarà possibile e per altri sarà una battaglia. Perchè nel nostro Paese dove si combattono guerre verbali di inaudita violenza e si fa la corsa a farsi selfie con gli atleti paralimpici per far vedere che ci si interessa di quel mondo, in Italia insomma una scuola su tre è completamente priva di barriere fisiche e quindi pienamente accessibile ai disabili motori come riporta la Rilevazione Istat sulle Misure del Benessere equo e sostenibile dei territori . Una vergogna. Nell’ultimo anno scolastico se non ci fosse stata la Didattica a distanza circa 285 mila ragazzi sarebbero counque rimasti fuori dalla possibilità di un instruzione come tutti gli altri. Privati di un diritto.

Non c’è da meravigliarsi se poi il nostro Paese registra il sesto tasso più alto di abbandono scolastico d’Europa: il 14,2 per cento.

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@pixabay

La legge del 1989

Già nel 1971 con la legge numero 118 e nel 1978 con il Decreto del Presidente della Repubblica 384 lo Stato era intervenuto sulla questione dell’accessibilità. Ma la legge che ha, o dovrebbe aver messo un punto fermo è la nr.13 del 1989 che stabilisce i termini e le modalità in cui deve essere garantita l’accessibilità ai vari ambienti, con particolare attenzione ai luoghi pubblici. I tre requisiti fondamentali sono :

Accessibilità: possibilità per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale di raggiungere l’edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di utilizzare spazi ed attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia.

Visitabilità: Si intende la possibilità , anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di accedere agli spazi di relazionee ad almeno un servizio igienico di ogni unità immobiliare.

Adattabilità: È la possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito, intervenendo senza costi eccessivi, per rendere completamente e agevolmente fruibile lo stabile o una parte di esso anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.

Il Decreto Ministeriale 236 sempre del 1989 ha specificato i dettagli per l’abbattimento delle barriere architettoniche e per la costruzione di edifici senza le stesse. Lo stesso decreto stabilisce anche, per gli edifici e gli spazi privati, i parametri tecnici e dimensionali correlati al raggiungimento dei tre livelli di qualità citati:

– le dimensioni minime delle porte,
– le caratteristiche delle scale,
– la pendenza delle rampe pedonali,
– gli spazi necessari alla rotazione di una sedia a ruote,
– le dimensioni degli ascensori e le casistiche della loro necessità,
– le caratteristiche di un servizio igienico accessibile ed altri ancora.

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@piqsels.com

Il commento dell’Associazione Nazionale Presidi

Il Presidente Nazionale ANP, Antonello Giannelli, interviene sul tema dell’accessibilità partendo dalle rilevazioni ISTAT: “Alla luce di questi dati, purtroppo ben noti a chi opera nelle scuole, ben venga il piano di investimento del PNRR che prevede di attuare una progressiva implementazione e riqualificazione di circa 900 strutture sportive o palestre annesse alle scuole con attrezzatture ad alta componente tecnologica”.

Continua il Presidente ANP: “Ciò potrà contribuire non solo al contrasto del fenomeno della dispersione scolastica ma anche a un maggiore coinvolgimento nelle pratiche motorie degli studenti con disabilità. Le strutture, però, da sole non bastano a creare queste condizioni: occorrono infatti anche importanti investimenti su una formazione specifica destinata al personale scolastico”.

Conclude Giannelli: “Le Paralimpiadi ci stanno insegnando l’importanza di credere in se stessi, oltre i limiti che la vita ci impone. La scuola può e deve offrire concretamente a tutti l’opportunità di farlo anche puntando sugli innegabili valori dello sport. Le vittorie, paralimpiche o di vita, saranno comunque importanti”.

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