Back
ecomostri-napoli

Abusivismo edilizio: causa di morte in Italia

Abusivismo edilizio: in Italia si muore anche per questo. Gli italiani si lamentano nel privato di questo o quel governo ma quando c’è da alzare la voce tacciono tutti: il sondaggio CISE-Luiss del 2018 sulle richieste dei cittadini alla politica vedeva solo al 13° posto “Combattere l’inquinamento ed il dissesto del territorio”. Tra le richieste più importanti dei cittadini italiani c’era “Proteggere l’Italia dalla minaccia del terrorismo”.

Vediamo i numeri. Morti per terrorismo tra il 2018 ed il 2019: 0. Morti per calamità naturali tra il 2018 ed il 2019: 66, 32 l’anno scorso, 24 quest’anno fino alla data di questo post.

Poi però appena ci sono delle vittime, le città o i paesi si allagano ecco gli attacchi al Paese che va in frantumi alla politica, allo Stato, ai mancati controlli, al dissesto idrogeologico del Paese.

Tutti hanno qualcosa da dire. Compresi quelli, i cittadini che nel loro piccolo contribuiscono a questo stato di cose. Come?

Abusivismo e menefreghismo: case in bilico

Nonostante leggi ed un pò di intelligenza dovrebbero far capire che entro 150 metri dalla costa non sia permesso cementificare o costruire case vicino ai fiumi, a ridosso delle montagne o in luoghi dove gli eventi naturali possano far pagare all’uomo la sua stupidità, in Italia – secondo i dati Istat dell’ultimo rapporto Bes (benessere equo e sostenibile), il 19,7% delle case sono costruite abusivamente. Un numero impressionante. Ma chi rinuncia alla seconda casa anche se bisogna fare una piccola cosa extra legge, sperando in un condono?

Non basta. Perché alla fine dello scorso anno c’erano 71mila ordinanze di abbattimento di queste costruzioni abusive ma ne erano state eseguite solo il 20 per cento, secondo il rapporto Abbatti l’abuso di Legambiente. Tradotto in parole semplici: gli italiani che vivono in zone ad alto rischio sono 7,5 milioni ed il 91% del territorio italiano è a rischio idrogeologico.

Abusivismo e menefreghismo: una costruzione abusiva

Il dissesto idrogeologico , il cui livello di allarme nel nostro Paese è spaventoso, come segnalano da anni i geologi, indica condizioni di degrado del territorio tali da provocare catastrofi, quali alluvioni e frane, in conseguenza di fenomeni naturali (per esempio, le precipitazioni meteorologiche) di notevole intensità o durata. Le alluvioni, in terreni pianeggianti, e le frane, in terreni montani e collinari, sono principalmente legate all’azione erosiva delle acque superficiali e alla natura dei suoli; tuttavia, il loro manifestarsi può essere notevolmente ridotto o intensificato dall’attività dell’uomo: per questo motivo assume particolare importanza una corretta gestione del territorio attraverso opportuni interventi di prevenzione.

Interventi che possono essere:

opere tese a consolidare e stabilizzare i pendii (rimboschimento e sostegni quali muri, gabbioni o reti metalliche);

limitazioni al tipo di costruzioni sui pendii, in base alla loro costituzione e alla loro stabilità;

verifica continua del grado di stabilità dei versanti più soggetti a rischio di frane.

 

 

 

Il consumo di suolo in Italia. Nonostante il rallentamento dell’economia nazionale, tra nuove infrastrutture, edifici e cantieri, perdiamo circa 2 metri quadrati di superficie naturale ogni secondo che passa. Una trasformazione  costante che conosce ben pochi confini, al punto da non poter ritenere al sicuro neppure le aree protette e le zone a rischio idrogeologico.

IL CONSUMO DI SUOLO IN ITALIA 2018. IL VIDEO DELL'ISPRA TV

E’ un consumo di suolo ad oltranza quello che in Italia continua ad aumentare anche nel 2017, nonostante la crisi economica. Tra nuove infrastrutture e cantieri (che da soli coprono più di tremila ettari), si invadono aree protette e a pericolosità idrogeologica sconfinando anche all’interno di aree vincolate per la tutela del paesaggio – coste, fiumi, laghi, vulcani e montagne – soprattutto lungo la fascia costiera e i corpi idrici, dove il cemento ricopre ormai più di 350 mila ettari, circa l’8% della loro estensione totale (dato superiore a quello nazionale di 7,65%).La superficie naturale si assottiglia di altri 52 km2 negli ultimi 365 giorni. In altre parole, costruiamo ogni due ore un’intera piazza Navona. Anche se la velocità si stabilizza ad una media di 2 metri quadrati al secondo, quella registrata è solo una calma apparente: i valori, oltre a non tener contro di alcune tipologie di consumo considerate nel passato, sono già in aumento nelle regioni in ripresa economica come accade nel Nord-Est del Paese. Tutto questo ha un prezzo, la cifra stimata supera i 2 miliardi di euro all’anno.

Pubblicato da Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale su Martedì 17 luglio 2018

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy. Privacy policy

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito.I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito.Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

Chiudi Popup