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Abbazia di Piona: il medioevo lombardo meno conosciuto

Abbazia di Piona. Uno dei gioielli più preziosi e meno conosciuti del medioevo lombardo. Una tappa obbligatoria per gli appassionati del turismo di qualità che visitano il Lago di Como.

L’Abbazia di Piona, anche denominata Priorato di Piona, è un complesso religioso situato sulla sponda lecchese del Lago di Como. Si trova nel territorio del comune di Colico. L’abbazia è posta alla sommità di una piccola penisola, l’Olgiasca. Questa, insinuandosi verso il lago in direzione nord-est, crea un’ampia insenatura lagunare con le pendici del Monte Piazzo, che assume il nome di Laghetto di Piona.

Le origini

L’Abbazia di Piona è un raro gioiello del romanico lombardo. In origine, intorno al VII secolo, nel sito fu costruita una chiesa dedicata a Santa Giustina. A questo primo edificio appartengono i ruderi di un’abside visibile dietro l’attuale chiesa di San Nicola. Un ulteriore edificio venne aggiunto poco tempo dopo.

L’ Abbazia di Piona e l’affascinante austerità del medioevo lombardo 

La strada che porta verso l’Abbazia di Piona diventa sterrata e stretta poco dopo che si è usciti dall’abitato L’interno dell’edificio è austero ed essenziale. Costruito in pietra grigia, presenta una forma rettangolare, con l’asse maggiore che misura circa 20 metri di lunghezza. Ai lati dell’abside si trovano degli affreschi medievali di grande pregio, raffiguranti la vita degli apostoli.

Accanto alla chiesa, vi è il chiostro, circondato da archi in stile romanico. Visitando il chiostro è possibile osservare diversi frammenti di affreschi, anche questi risalenti al periodo medievale. Soprattutto sul versante nord. E anche in questo caso si tratta di opere pittoriche di grande valore artistico. Tra questi, il più importante raffigura un calendario recante i principali compiti che i monaci sono tenuti a svolgere durante l’anno. Intorno all’abbazia si trova un uliveto e di fianco dei giardini graziosi e molto ben tenuti, dai quali si aprono magnifici scorci  sul Lago di Como. Ancora oggi l’abbazia è abitata dai monaci. Questi tengono in vita un piccolo negozio al piano terreno, dove vengono venduti miele e liquori, tra i quali un pregevole limoncello, tutti prodotti all’interno dell’abbazia.

L’antica tradizione dei lumaghitt

Da segnalare un evento molto interessante, che si tiene ogni anno a fine estate. In pratica, la domenica della settimana in cui cade la festa di San Giovanni (24 giugno), il lago “viene illuminato a giorno con migliaia di lumaghitt”. Questi sono dei “lumini galleggianti abbandonati sulle acque”. L’intento è “ricordare la tragedia dei comacini in fuga dalla loro isola e qui rifugiatisi”. In passato si usavano “lumini a olio posti nei gusci delle lumache lacustri”. Dai quali la denominazione di “lumaghitt”. Oggi vengono utilizzati anche “ceri collocati nelle barche, sui balconi delle case e nelle contrade”.

Foto in copertina di Giorces.

 

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