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Abbazia di Farfa, antichissimo monumento della cristianità

Abbazia di Farfa. Impakter Italia vi accompagna per uno dei più antichi e illustri monumenti della cristianità, già caro a Carlo Magno. 

Tra le bellezze del territorio italiano delle quali vi abbiamo parlato, quella di oggi occupa per motivi storici un posto di rilievo. In provincia di Rieti, a circa 40 chilometri a nord est di Roma, si trova l’Abbazia Benedettina di Santa Maria di Farfa. Conosciuta anche come Abbazia di Farfa, questo magnifico e antichissimo edificio religioso deve il suo nome alla vicinanza del fiume omonimo.

Foto: Renio Linossi

Ci troviamo in una parte dell’Appennino relativamente più dolce e meno angusto, il cui effetti paesaggistico richiamano pace e serenità piuttosto che isolamento. Oggi è un monastero della congregazione benedettina cassinese e ambita meta turistica. Ma tra verità storica e leggenda, le sue origini risalgono ai primi secoli del medioevo. Molto presto l’abbazia divenne un centro di grande importanza del monachesimo cristiano. Scopritela con noi.

Le “nobili” origini dell’Abbazia di Farfa

Sorta molto probabilmente su di un precedente complesso architettonico romano, la datazione delle sue origini è collocata nel VI secolo d.C. Siamo agli albori del medioevo europeo, la caduta dell’Impero Romano è avvenuta da appena un secolo circa. L’Abbazia di Farfa non è dunque solo un edificio antichissimo e architettonicamente magnifico, ma è anche testimone dell’inizio di una nuova era per l’Occidente: l’epoca cristiana. Un testimone che si impone da subito come grande protagonista del suo tempo. Infatti, otterrà il patrocinio da Carlo Magno, imperatore del Sacro Romano Impero.

Centro religioso e ambita meta turistica della Sabina

La principale attrattiva è la chiesa di Santa Maria. LA facciata e il campanile mantengono l’originario stile romanico. All’interno, due file di colonne romane di ordine ionico dividono la struttura in tre navate. Numerose e di grande valore artistico le opere d’arte, realizzate in diverse epoche, che vi si trovano allocate.

Foto: Livioandronico2013

Di particolare rilievo gli affreschi di Orazio Gentileschi all’abside e il coro ligneo seicentesco. l visitatori prediligono anche i due magnifici chiostri: il chiostro Longobardo, in stile romanico, e il chiostro grande, rinascimentale. Su quest’ultimo sono stati realizzati dei bellissimi affreschi raffiguranti la vita dei martiri. C’è poi biblioteca, dove sono custoditi testi antichissimi e altri più recenti ma di grande valore. Tra questi, un’edizione originale della storica Enciclopedie di Diderot e D’Alembert.

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