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Sinn Fein, tutto nacque da un giornalista, Arthur Griffith

Col passare delle ore si delinea un sostanziale pareggio nelle elezioni politiche irlandesi tra i tre principali partiti : lo Sinn Fein, il Finea Gael ed il Fianna Fail. Le elezioni si sono tenute sabato, l’affluenza è stata molto alta, il 62,5% ed il sistema è proporzionale con il calcolo delle preferenze successive dunque è molto lunga l’attesa per i risultati definitivi. Ma è chiaro che il partito della sinistra nazionalista dello Sinn Fein ha praticamente raggiunto nelle preferenze gli altri due.

Ed è un risultato storico. Per anni Sinn Fein che in gaelico (la lingua originale dell’isola irlandese) vuol dire “Noi stessi”, ha avuto un’immagine oscura essendo stato il braccio politico dell’Irish Repubblican Army, l’IRA, Óglaigh na hÉireann in gaelico, in italiano “Volontari d’Irlanda”che dal 1919 ai primi anni del terzo millennio ha combattuto la presenza dei militari inglesi nel territorio dell’Irlanda del Nord.

A crearlo nel 1905 fu Arthur Griffith, pubblicista e uomo politico che, dopo il patto di Londra del 6 dicembre 1921 nel quale si istituì lo Stato libero d’Irlanda,  fu il primo capo del governo della Repubblica irlandese, capeggiando successivamente l’ala moderata del suo stesso partito.

Finita la guerra anche grazie alla mediazione dei suoi leader ed al sempre meno crescente favore della popolazione stanca di decenni di morti e rappresaglie di ogni genere, il partito ha preso le distanze dalla lotta armata si è riorganizzato come vero attore della politica irlandese ed ha lavorato tra gli strati più disagiati della società, quelli più di tutti hanno subito la crisi iniziata nel 2008 e che l’Irlanda ha duramente subìto.

Lo sdoganamento definitivo del partito da una storia controversa è avvenuto nel 2018 quando si è liberato della tutela dei padri storici, Jerry Adams e prima Martin McGuinness. Volti nuovi e giovani, entrambe donne, sono le leader Mary Lou McDonald a Dublino e Michelle O’Neill a Belfast.

Il programma del partito è concentrato sulle disuguaglianze create dal boom economico, dall’aumento dei costi delle abitazioni e degli affitti, alla cura dei figli e i costi assicurativi. Stop alle agevolazioni fiscali che hanno fatto del paese il paradiso delle multinazionali in Europa, no alla speculazione edilizia, maggiore redistribuzione e più spesa sociale per scuole e ospedali pubblici.

Lo Sinn Fein in queste elezioni ha preso quasi il 10% in più rispetto all’ultima tornata elettorale ed ha sfondato tra le nuove generazioni: un elettore su tre tra i 18 e i 24 anni ha votato per “Noi stessi”. La leader del partito, la signora Mc Donald, ha già formalizzata la proposta di indire un referendum sulla riunificazione dell’isola irlandese entro i prossimi cinque anni.

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