Back

2019: l’anno delle donne? Parola ai dati reali.

2019. Un anno dove le donne hanno raggiunto i massimi livelli del potere in molti istituzioni nazionali e internazionali. Dunque, tutto bene? Ecco cosa dicono i dati reali.

Foto sopra: Sanna Marin – Ursula von der Leyen – Christine Lagarde

Il 2019 delle donne

La 34enne socialdemocratica Sanna Marin, neo eletta a capo del governo finlandese, si aggiudica lo scettro di premier più giovane del mondo. Per la prima volta nella storia, una donna, Ursula von der Leyen, presiede la Commissione Europea. Ed è un primato “di genere” anche quello di Christine Lagarde, prima donna nella storia a presiedere la Banca Centrale Europea (BCE). Ma non solo. Grandi affermazioni di figure politiche femminili in tutto il mondo: dalla verde tedesca Katharina Schulze alla democratica statunitense Ocasio-Cortez. Da ricordare la conferma della grande popolarità della francese Marine Le Pen.

L’Italia non è stata a guardare. Vedi il consenso crescente della leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Soprattutto, un grande passo in avanti è stata la nomina di Marta Cartabia a Presidente della Corte Costituzionale. La prima volta per una donna. 

Quale bilancio per la parità di genere?

Tutto questo e molto altro nel 2019. Allora, possiamo parlare di annus felix per le donne? Insomma. Al di là dei prestigiosi traguardi “verticistici” raggiunti, i dati, nella loro fredda lingua tecnica, parlano ancora di una situazione di forte discriminazione. Un’autentica gelata sui facili entusiasmi. La meta della parità di genere, goal n°5 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, è ancora lontana.

Donne in politica

I dati percentuali sulla quota rosa in parlamento parlano chiaro. Se si escludono le poche (note) isole felici nordeuropee, quali la Svezia (46,1 % dei seggi), la Finlandia (42%), Norvegia e Belgio (41,4%), tutti gli altri paesi occidentali si attestano sotto il 40%. Islanda (38,1%), Danimarca (37,5%), Francia (35,7%), Olanda e Italia (35,6%), Austria (34,8%), Australia (32,7%), Canada (31,8%), Germania (31,5%).

Da notare come i membri di questo secondo gruppo poco virtuoso vengano tutti superati dalla Nuova Zelanda (38,3%) e dal Costa Rica (45,6%) e surclassati da Cuba (53,2%). Stati Uniti e Regno Unito, ossia l’evoluto mondo anglosassone, sta sotto al 30 (rispettivamente 28.9% e 23,6%). Un paradosso inaccettabile. Ci riempiamo la bocca di elogi e incoraggiamenti alle donne, ma non riusciamo a uscire dalla retorica delle pacche sulle spalle. Sempre pronti a indignarci a voce su ingiustizie, soprusi, violenze, mai disponibili ad agire fino in fondo. Status quo garantito. E la situazione nel mondo del lavoro non è affatto diversa.

Anche nel lavoro parità di genere lontana

In tutti i paesi occidentali elencati sopra la differenza tra la percentuale di popolazione maschile e femminile occupata oscilla fra il 5-6% e il 11-12%. In altre parole, nei casi più virtuosi gli uomini occupati sono il 5-6% in più delle donne. Altrimenti si sale al 11-12%.

Eppure tutti gli indicatori riferiscono senza incertezza della maggiore preparazione teorica delle donne e dei livelli costantemente superiori delle performance scolastiche e universitarie delle piccole e giovani studentesse. Siamo sicuri di poter continuare a sprecare tutto questo inestimabile capitale umano?

(Fonte dati: Human Development Report 2019 – ONU)

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy. Privacy policy

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito.I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito.Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

Chiudi Popup